Suppletive, il No di Conte lascia il cerino a Letta. Intanto il Pd boccia la candidatura della renziana Bonetti. Nel Centrodestra il nome tocca a FdI. Ma spunta a sorpresa la Matone in quota Lega

Tramontata definitivamente la carta Conte sarà il Pd romano a indicare il candidato alle prossime Suppletive di Roma centro.

Si allontana sempre di più la suggestione del campo largo nel centrosinistra. Tramontata definitivamente la carta Conte (leggi l’articolo), sarà il Pd romano, sabato pomeriggio, al termine di una riunione al Nazareno, a indicare il candidato alle prossime Suppletive di Roma centro.

PREMIO CIDU PER I DIRITTI UMANI

Una direzione indicata in maniera chiara dal segretario Enrico Letta, che in questo modo ha messo il veto sulla soluzione indicata da Italia Viva, della ministra Elena Bonetti (nella foto): “La scelta di Conte non cambia nulla nella prospettiva, mi sembrava che quel collegio meritasse una candidatura autorevole anche se fuori dalla logica del rapporto con il territorio. Ora – spiega Letta – il Pd romano farà le sue valutazioni e proporrà il nome migliore”.

In serata il Nazareno insiste sul punto che la decisione finale sarà pertanto quella che viene dal territorio. Un segnale di distinzione – si ragiona in ambienti parlamentari – ove mai Italia Viva dovesse confermare la candidatura di Elena Bonetti. Sul nome ancora nessuno si sbilancia, ma nelle settimane scorse i vertici dem hanno lasciato filtrare la loro propensione per una candidatura al femminile, dopo tanti candidati uomini nelle ultime tornate amministrative. Ma tra i dem circolano anche i nomi di Cecilia D’Elia ed Enrico Gasbarra.

Sgomita, come sempre, anche Carlo Calenda (leggi l’articolo): “Sulle Suppletive a Roma io non so cosa vogliono fare. Il punto è molto semplice: noi in quel collegio abbiamo preso il 32%. Hanno provato a candidare un 5 stelle, Movimento che ha preso il 5,3%. Quello che abbiamo detto a Letta è ‘discutiamone’, noi non abbiamo problemi. Non abbiamo neanche problemi a esprimere noi il candidato, purché sia qualcuno che rappresenti quel territorio e che non vada contro quello che hanno espresso gli elettori”.

Nel centrodestra, giochi invece ancora aperti: la coalizione si presenterà unita ma ancora non si sa con chi. Sino a ieri sembrava prevalere il principio di presentare nel collegio un esponente dello stesso partito che aveva corso in passato nella stessa realtà. Nel caso di Roma Uno, si sarebbe trattato di un candidato di Fratelli d’Italia. Ma, sparigliando le carte, si è fatta avanti Simonetta Matone, capogruppo della Lega in Campidoglio ed ex sostituto procuratore generale della Corte di Appello di Roma.

“Non intendo deludere le aspettative di coloro che mi hanno votata per stare in Comune, ma nella vita mai dire mai. Non escludo, pertanto, una mia candidatura in Parlamento”, ha detto la Matone. Forza Italia per ora sta a guardare, ma chissà che alla fine non si decida a scendere in campo magari con un civico di area. Il tempo stringe visto che per le suppletive si voterà il 16 gennaio, quando l’attenzione del Paese sarà tutta sulla partita per il Colle. E certamente numeri di affluenza molto bassi potrebbero riaprire i giochi.

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