Svelato il trucco della Tasi, sarà una maxi stangata. Capezzone fa i conti: i Comuni possono aumentare l’aliquota di 2,5 volte

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di Vittorio Pezzuto

Doveva dissipare i dubbi, ha invece confermato i peggiori sospetti. Stiamo parlando della nota che due giorni or sono il Ministero dell’Economia e Finanze si è trovato costretto a emanare per cercare di replicare a quanti nel Pdl stanno lanciando l’allarme sulla nuova stangata che aspetta dietro l’angolo i proprietari di case. «Il confronto tra la Tasi e le imposte contemplate nell’attuale ordinamento deve prendere in considerazione non soltanto l’Imu ma anche la componente della Tares relativa ai servizi indivisibili» hanno precisato i tecnici di via XX Settembre, spiegando che i circa 3,7 miliardi di gettito previsti dalla Tasi «sono inferiori al gettito di circa 4,7 miliardi oggi garantito dall’Imu sull’abitazione principale e dalla Tares servizi indivisibili, abolite. Il minor gettito per i Comuni è compensato da trasferimenti dallo Stato». Una versione dei fatti (e soprattutto dei numeri) radicalmente contestata da Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera. Quest’inesausta sentinella antitasse osserva infatti come la stima del Mef sul futuro gettito della Tasi faccia riferimento solo all’aliquota standard, confermando peraltro la natura di patrimoniale della nuova imposizione. Con un vero e proprio trucco di parole, Saccomanni e compagni (termine affatto improprio) starebbero insomma nascondendo nientemeno che la reintroduzione dell’Imu, così violando un caposaldo dell’accordo politico che tiene in piedi questa fragile maggioranza. «Tutto si gioca sul fatto che l’aliquota standard della Tasi è maggiorabile fino a 2,5 volte: il che rende evidente il rischio-stangata» spiega Capezzone. «Ma quand’anche per magia i Comuni si limitassero all’aliquota standard, senza aumentarla, il problema resterebbe lo stesso enorme: il gettito sarà comunque superiore di almeno 3 miliardi rispetto a quanto i cittadini pagheranno nel 2013 grazie alla cancellazione di entrambe le rate Imu. Se invece si fosse voluto rispettare l’impegno all’abolizione dell’Imu prima casa anche nel 2014, infatti, il gettito Tasi sarebbe dovuto corrispondere alla differenza tra il gettito Imu+Tares (4,7 miliardi, secondo il Mef) e il gettito Imu 2012 (4 miliardi), quindi a soli 700 milioni». E invece, purtroppo, così non sarà se il Parlamento non cambierà radicalmente il testo della legge di Stabilità. «Ma davvero si può accettare il ritorno dell’Imu sotto falso nome, e addirittura con non pochi peggioramenti?» è la domanda retorica di un Capezzone per nulla arrendevole.

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