La svolta green della Difesa grazie a M5S e Recovery Plan. Caserme efficienti e a basso impatto ambientale

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La transizione ecologica parte dalle caserme. No, non è uno scherzo né una trovata banale. Potrebbe invece diventare l’inizio della svolta green auspicata dal M5S. Il cambiamento d’altronde deve investire ogni settore della società e dello Stato. E “le caserme sono diffuse in ogni parte d’Italia e sono un luogo in cui transitano, vivono e lavorano decine di migliaia di persone. Hanno un impatto antropico, energetico e ambientale non indifferente”, spiega non a caso Giovanni Luca Aresta (nella foto), deputato e capogruppo M5S in commissione Difesa alla Camera.

“Caserme verdi” – questo il nome del progetto – è un tentativo ambizioso di indirizzare la Difesa verso l’obiettivo a cui deve tendere tutta la società: “Risparmiare e ottimizzare le risorse energetiche, ridurre la produzione di Co2 e il consumo di acqua, immergere ogni luogo dentro un paesaggio in cui il verde non solo sia presente ma assolutamente centrale”, spiega ancora Aresta.

RIVOLUZIONE GREEN. Un progetto ampio, dunque. E che coinvolgerà migliaia e migliaia di immobili in tutta Italia. “L’obiettivo – commenta ancora il deputato 5 stelle – è quello di disporre di strutture in linea con le nuove esigenze della Difesa e quindi idonee ad accrescere l’operatività dello strumento militare attraverso la realizzazione di basi militari di nuova generazione che risultino efficienti, funzionali, ispirate a nuovi standard qualitativi e siano realizzate secondo criteri atti a garantire un basso impatto ambientale, il contenimento del consumo energetico e ridotti costi di manutenzione”.

Insomma, una Difesa più efficiente e, cosa non da poco, più green. E affinché tutto questo diventi realtà, occorre sfruttare al meglio i soldi del Recovery Plan dato che, sulla spinta dei pentastellati, il progetto è stato inserito tra quelli che dovrebbero ottenere finanziamenti (tutto adeso dipenderà dalla selezione che opererà il Parlamento). Ad esser d’accordo col progetto è anche il generale dei Carabinieri Teo Luzi che ieri, in un’intervista a Repubblica, ha parlato di “missione verde”.

Anzi, “ha fatto anche di più – riconosce ancora Aresta – ha detto che dobbiamo imparare da Greta Thunberg e dalla sensibilità ecologista delle nuove generazioni. Non bisogna dimenticare che tantissimi giovani ed, ormai da diversi anni, tantissime giovani donne indossano una divisa e quando la indossano non lasciano fuori dalla caserma le loro sensibilità ambientaliste”.

Ecco perché il deputato non ha torto quando, al nostro giornale, sottolinea: “Trovo l’intervista del comandante Luzi, mi si passi il termine, rivoluzionaria. Comprende, come deve comprendere l’insieme del comparto Difesa, che la sfida verde ha bisogno delle migliori intelligenze per essere vinta e che riguarda il futuro stesso del nostro pianeta. I carabinieri forestali e non, sono impegnati ogni giorno a combattere i delitti contro l’ambiente, le ecomafie, chi disprezza il territorio in cui le persone vivono utilizzando fertilizzanti e pesticidi. La grande lezione della pandemia, come correttamente afferma Luzi, ci indica la strada del diritto alla salute come diritto umano fondamentale”.

La sfida lanciata dai Cinque stelle, però, non termina qui. “La transizione ecologica chiama in causa tutti perché tutti ci siamo, davanti alla pandemia, scoperti fragili e vulnerabili”, sottolinea ancora Aresta. Pensiamo al ruolo che può avere la Marina Militare nella difesa del mare troppo spesso ridotto a discarica di veleni. E poi le varie specializzazioni della Difesa in settori come la meteorologia e i satelliti: tutte realtà che “possono consentirci di monitorare potenziali fenomeni franosi o prevenire disastri prodotti dall’uomo o dalla natura”. Non resta che imbeccare la strada della svolta green.