Svolta nella cura del cancro con l’ago che brucia la massa. La termoablazione scioglie i piccoli tumori: buoni risultati sulle neoplasie addominali

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U n ago incandescente, solo pochi minuti, senza anestesia e nessun intervento invasivo. Si chiama termoablazione ed è la nuova frontiera per combattere i tumori localmente.  Grazie al calore generato da onde radio o microonde che, portando la temperatura oltre i 60 °C, causano in pochissimo tempo la morte dei tessuti tumorali trattati. Come è già accaduto all’ospedale di Chioggia a un paziente di 65 anni, colpito da una grave lesione metastatica al fegato. La nuova metodica intraoperatoria è efficace soprattutto nei tumore del rene, polmoni, tiroide e fegato.  La termoablazione, è una tecnica  che necessita di un generatore di microonde e di un terminale chiamato antenna che, mediante guida ecografica, viene inserita direttamente nella lesione. Il trattamento, grazie a un aumento di temperatura rapido, controllato e localizzato, provoca la distruzione della massa tumorale con estrema precisione. “Possiamo intervenire in maniera mininvasiva, con una piccola incisione di 2-3 millimetri, e calibrare il tipo di risposta a seconda della neoplasia”, hanno spiegato  il team di medici di Chioggia . Si agisce localmente, delimitando e colpendo solo l’area specifica dalla malattia.

Parametri variabili – L’intensità di calore e la durata dell’intervento sono, infatti, misurate in base alla grandezza del tumore da distruggere.  In questo particolare trattamento ci sono, però, alcune indicazioni da seguire. La tecnica non può essere, ad esempio, utilizzata su tutti i pazienti, perché la massa tumorale dev’essere raggiungibile, non nascosta e non superare determinate dimensioni.

Quando si utilizza – La termoablazione percutanea dei tumori del fegato è indicata in presenza di una sola lesione di dimensioni inferiori ai 5 centimetri, o di lesioni multiple di diametro inferiore ai 3 cm oppure in caso di tumori in fase precoce o di piccole dimensioni; tumori altrimenti inoperabili, su pazienti che non possono essere sottoposti ad anestesia generale e in alcune metastasi epatiche. L’innovativa tecnica con gli aghi si può effettuare il trattamento in day hospital. Con buone prospettive di sopravvivenza a lungo termine. “Nonostante le recidive siano più frequenti, rispetto all’approccio chirurgico tradizionale,  la termoablazione percutanea dei tumori del fegato è associata a una minore  mortalità, e a un tasso di complicanze ridotto”.

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di Gaetano Pedullà

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