Tagli e stipendi miseri

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di Sergio Patti

La rivolta della Guardia di Finanza. Usi obbedir tacendo, come e più dei Carabinieri, i finanzieri si sono stancati di esser tenuti a stecchetto e con una nota senza precedenti del Cocer – il loro sindacato – hanno messo il dito nella piaga: tra tagli e stipendi da fame la truppa è allo stremo. E gli uomini non ne possono più di promesse o, peggio, di vedersi scavalcati dalle altre categorie del pubblico impiego. “In questo Paese, chi lavora in silenzio, con responsabilità, rispettando le regole è sempre sistematicamente fregato”, scrive il Cocer, secondo cui tutti gli altri dipendenti pubblici (quelli privatizzati) hanno potuto utilizzare la contrattazione integrativa, prima, per ottenere, sotto forma di premi, incrementi stipendiali molto superiori a quelli delle Fiamme Gialle e poi per attenuare gli effetti dei tagli stipendiali, girando gli oneri sul turn-over e sulla funzionalità delle proprie amministrazioni.

Peggio della Scuola
In effetti, anche gli insegnanti hanno recuperato interamente i loro scatti di anzianità 2012 e 2013, attraverso la contrattazione integrativa, con l’utilizzo di risorse attinte dal turn-over e dal Mof, così come già aveva fatto per il 2010 ed il 2011. Per la Guardia di Finanza, invece, il taglio degli stipendi è stato più pesante rispetto agli altri pubblici dipendenti (proprio a causa della specificità delle carriere e della dinamica salariale), accordando interpretazioni più restrittive di alcune norme contrattuali (per sovvertire pronunce della giustizia amministrativa) mentre venivano ridotte le spese per missioni, vitto e sicurezza sul lavoro.

Risparmi perduti
La Guardia di Finanza – denuncia il Cocer – non riceve nemmeno un euro di tutti i risparmi derivati dal blocco del turn-over (migliaia di unità in meno) e dalla razionalizzazione delle amministrazioni. In questo quadro il corpo ha continuato a garantire tutti i servizi con un senso di responsabilità che, a detta del sindacato dei finanziari, se da un lato ha mantenuto l’efficienza, dall’altro non ha consentito di recuperare risorse per le retribuzioni del personale. Per questo gli ultimi provvedimenti legislativi (come il riordino dei ruoli o la riforma della rappresentanza) sono state come gocce che fanno traboccare il vaso. Per il Cocer le proposte del governo per gratificare gli uomini sono di “mero marketing politico/sindacale, superficiali, disorganiche e assolutamente inidonee a risolvere i cronici problemi del comparto, anzi!”.

L’avvertimento
Di qui l’avvertimento. “Se qualcuno pensa che fornire servizi specifici sia sinonimo di servizi da fessi – dice proprio così, il Cocer – o pensa di comprare il silenzio della Guardia di Finanza con un’altra scatola vuota (come si è poi dimostrata la norma sulla specificità approvata nel 2010) stavolta si sbaglia di grosso”. Prima di pensare al futuro si deve necessariamente sanare il passato – chiede il sindacato – secondo cui “più che proporre favole e illusioni a costo zero servono proposte concrete per reintegrare completamente le retribuzioni 2013 e cancellare il taglio per il 2014”. Non si può più continuare a prendere in giro i finanzieri con la favola della specificità, dice dunque il Cocer, avvisando che non sarà possibile continuare a garantire gli stessi servizi con risorse minori, scaricando costi e sacrifici sul personale. “Non si può più continuare a fare i responsabili in un Paese che continua premiare solo i furbi”, dicono con tragico senso della realtà i finanzieri, annunciando che ricorreranno alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere uno strumento di rappresentanza esterno all’amministrazione con dignità sindacale già da tempo riconosciuto agli altri poliziotti italiani ed europei.

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