Taormina: troppe analogie. E i fantasmi di Cogne si materializzano a Ragusa. In entrambi i casi dovevano arrestare le due donne subito dopo il delitto

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La Panarello aveva confessato già da tempo l’omicidio del piccolo Loris. Ne è certo l’avvocato Carlo Taormina, a lungo legale di Anna Maria Franzoni, la mamma di Samuele, ucciso a 3 anni a Cogne, in Valle d’Aosta. Dopo un infinito processo mediatico e nelle aule di giustizia, la donna fu poi condannata a sedici anni e solo da poco è stata rimessa in libertà. Nonostante si sia sempre proclamata innocente, a tradirla furono le troppe incongruenze nel suo racconto di quella tragica mattina dell’orrore, il 30 gennaio del 2002. Incongruenze che gli inquirenti contestano anche a Veronica Panarello.
Avvocato Taormina, stiamo rivedendo un film già visto?
Certo, ci sono molte analogie tra il caso di Ragusa e quello di Cogne. Questa è una vicenda da assimilare sotto il profilo essenziale di un caso di figlicidio nel quale, secondo la criminologia, in realtà si consuma un suicidio.
Che vuol dire?
Mi spiego. Già all’età di 15 anni la Panarello ha tentato il suicidio. E proprio con delle fascette, gli oggetti con i quali è stato ucciso suo figlio. Inoltre, nel momento in cui ha portato proprio le fascette alle insegnanti della scuola della vittima dicendo che servivano per la lezione di scienze, aveva già confessato il suo delitto.
Per quale motivo?
La donna si è completamente inventata la lezione. La Panarello era come un’automa che confessava il suo comportamento alle autorità, in questo caso la scuola. Quindi questo è il modo in cui ha urlato la sua responsabilità. Tutto questo nel quadro nell’incapacità di intendere e di volere.
Tornando al paragone dei due casi, lei trova qualche differenza dal punto di vista comportamentale delle due donne, a Cogne e Ragusa?
Io ho difeso la Franzoni nel processo di Cogne, e ho notato che lei mantenne sempre una sua linearità e compostezza. Invece la Panarello si è manifestata nella sua follia. Sono dieci giorni che vediamo la donna in televisione, accompagnata dai militari, col volto trasformato dallo squilibrio.
La Panarello si è comportata in maniera schizofrenica?
Non credo, perchè lo schizofrenico è intelligente. Lei si è comportata in maniera implusiva. In modo un po’ naif per intenderci. E penso che la dica tutta il fatto che tu hai ucciso mezz’ora prima tuo figlio con le fascette e quest’ultime le porti alla scuola. Non è segno di intelligenza.
Trova delle analogie pure nello svolgimento delle indagini dei due casi?
Sì, c’è stato un errore degli inquirenti di Ragusa. Proprio come a Cogne. Se la Panarello l’avessero arrestata subito, credo che avrebbe confessato tutto. Per quanto riguarda la Franzoni, non so cosa avrebbe fatto se l’avessero arrestata immediatamente. Quel che è certo è che col passare del tempo si incrostano realtà negative. E se c’è stata una rimozione del delitto, questa diventa ineliminabile. Io non mi meraviglierei se la Panarello non confessasse più.

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