Tatuaggi e psoriasi, la relazione è pericolosa. L’inchiostro messo con gli aghi peggiora la malattia e la esplodere

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Potrebbe avere i suoi rischi e scatenare la psoriasi, anche senza precedenti manifestazioni cutanee. Una recente ricerca stima che almeno il 10% della popolazione abbia uno o due geni che possono favorire la comparsa della psoriasi, ma solo il 2-3% sviluppa la malattia, soprattutto se i geni ai associano a possibili fattori scatenanti. Di cui i più noti sono alcuni farmaci, le infezioni, i traumatismi cutanei, ma oggi sotto osservazione ci sono anche i tatuaggi, ritenuti come un presunto stimolo per la prima comparsa di malattia.

Infatti l’introduzione di pigmenti nella cute utili a creare disegni più o meno elaborati, è un atto complesso che disturba l’equilibrio della pelle, inducendo una possibile reazione infiammatoria locale tutt’altro che lieve che potrebbe rappresentare un primo passo verso la patologia in persone geneticamente predisposte che non hanno mai avuto precedenti sintomi o campanelli di allarme. Il tatuaggio darebbe avvio dunque a una reazione a catena: l’infiammazione cutanea, l’attivazione del sistema immunitario come risposta di difesa e la possibile accensione della malattia.

Dunque è un no netto ai tatuaggi, quello dichiarato dagli esperti, per i soggetti con psoriasi nei quali l’inserimento di aghi e pigmenti sotto cute può rappresentare un rischio aggiuntivo per la progressione di malattia, sebbene esprimano attenzione e prudenza anche in caso di pelle sana.  Del resto per quanta prudenza ci sia sono sempre materiali chimici ad essere iniettati. La tutela della pelle è più importante di quanto fa tendenza.