Mai così accomodante. Matteo Salvini, il primo a scagliarsi contro qualsiasi sciopero e contro i sindacati, quando a incrociare le braccia sono i tassisti cambia atteggiamento. Stavolta, in occasione dello sciopero dei taxi di ieri, ha ritenuto “giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare”. Una bella differenza rispetto alle tante precettazioni degli scioperi dei trasporti degli ultimi anni o degli attacchi ai sindacati per le proteste contro il governo.
Salvini annuncia di aver convocato per oggi le associazioni, spiegando che non ha voluto “interferire”. Intanto lo sciopero ha raccolto un’alta adesione, con il servizio a singhiozzo in tante città. La mobilitazione nasce, secondo le sigle, “a difesa del servizio pubblico” e contro le piattaforme private online, quelle come Uber. Accusate di applicare “tariffe variabili, più alte nei momenti di necessità” come in caso di scioperi o eventi importanti. Insomma, i tassisti accusano queste piattaforme di non aiutare il cittadino ma voler solo “massimizzare il profitto”. Eppure ciò su cui puntano i tassisti è proprio ridurre la concorrenza, evitando l’ingresso di altri soggetti nel mercato, come avviene invece in tutto il mondo. Alla protesta non hanno aderito le sigle Uritaxi e il consorzio itTaxi.
Sciopero dei taxi, i consumatori all’attacco
Lo sciopero dei tassisti viene definito dall’Unione Nazionale Consumatori e dal suo presidente, Massimiliano Dona, “tanto pretestuoso quanto inutile”. Dona ricorda che due sentenze della Consulta hanno bocciato la riforma Salvini che, di fatto, penalizzava gli Ncc. Misure che, “per accontentare la lobby dei tassisti, danneggiano i consumatori”, accusa l’Unc. Per il Codacons si è trattato di “uno sciopero contro i consumatori”, con cui “ancora una volta la categoria dei taxi dimostra di essere una lobby che vuole stabilire le regole unicamente a proprio vantaggio”. “La verità – continua l’associazione – è che si vuole ostacolare ogni forma di concorrenza” impedendo “l’ingresso di nuovi operatori”.
Qualche dubbio lo esprime anche il sottosegretario al Mit, Tullio Ferrante, esponente di Forza Italia, secondo cui “l’iniziativa dei sindacati dei taxi appare del tutto strumentale”, tanto da parlare di “posizioni di tipo corporativo volte a difendere lo status quo”. Posizione ben diversa dal suo ministro Salvini, sembrerebbe. La protesta di ieri è arrivata anche davanti Montecitorio, a Roma, e non sono mancati momenti di tensioni tra lancio di fumogeni e bombe carta. Ma, soprattutto, con la denuncia di Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali, che parla di “un’aggressione pesantissima da parte dei tassisti che hanno sfondato la piazza e tentato di superare le forze dell’ordine per raggiungerci tra sputi e calci”.