Se la politica, soprattutto quella europea, non si muove, allora ci pensa Papa Leone XIV a provare a far parlare la diplomazia. Dal Gemelli, dove è ricoverato dopo l’operazione per un tumore al polmone, il pontefice ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo, Vladimir Putin. Con un obiettivo: chiedere una tregua nella città di Oleshky. Il Papa ha sottolineato la “grave situazione umanitaria” nella municipalità della regione di Kherson e ha chiesto di consentire l’arrivo di aiuto umanitari e sanitari e l’evacuazione volontaria della popolazione civile. A riferirlo è stata la sala stampa vaticana, ribadendo che l’impegno della Santa Sede “a favore del dialogo e della pace” continua.
La telefonata tra il Papa e Putin per chiedere la tregua a Oleshky
Lo stesso impegno che i leader europei non sembrano in alcun modo voler prendere, cercando solo lo scontro con Putin e non provando a instaurare un dialogo come sta invece facendo il Papa per aiutare la popolazione. Durante la conversazione, Putin ha invece “sottolineato l’importanza della cooperazione russo-vaticana nella promozione di valori spirituali e morali unificanti e nella protezione dei cristiani”, secondo quanto riporta il Cremlino.
Ma il presidente russo ha anche dato “spiegazioni complete” sulla situazione a Oleshky, sostenendo però che la responsabilità è tutta di Kiev. Nonostante questo, Putin ha comunque assicurato sostegno per “l’intenzione del Vaticano di aiutare a creare condizioni per assicurare la sicurezza della popolazione e organizzare le forniture vitali”. E su questo il confronto tra il pontefice e il Cremlino andrà avanti. E proprio dal Vaticano è stato Pietro Parolin, segretario di Stato, a sottolineare che a prendere l’iniziativa per la telefonata sia stato lo stesso Leone.