Tempi ridotti e riti alternativi. Il processo civile mette il turbo. Ecco tutte le novità della riforma Bonafede

di Fausto Tranquilli
Politica

Mentre prosegue il confronto sulla riforma del processo penale, con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge di delega al Governo sul processo civile, quello che era il settore simbolo della giustizia lumaca, secondo M5S, dovrebbe mettere definitivamente il turbo. Con la nuova legge vengono ridotti i tempi del processo civile, vengono aumentati i tipi di controversie in cui è necessario prima di presentarsi davanti a un giudice tentare una risoluzione alternativa e vengono diminuite notevolmente le carte necessarie nelle varie cause, spingendo sulla digitalizzazione.

L’obiettivo principale perseguito dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede è stato quello di eliminare i cosiddetti tempi morti, riducendo il numero delle udienze. Ridotti poi i casi in cui il Tribunale giudica in composizione collegiale e trovate soluzioni al procedimento per lo scioglimento delle comunioni, attualmente tra quelli con la durata maggiore. Previsto quindi un ampliamento del catalogo delle controversie in cui è necessario il preventivo tentativo di risoluzione alternativa, cercando così di evitare lo stesso processo, escludendo però i settori relativi alla responsabilità sanitaria e ai contratti finanziari, bancari e assicurativi. Ancor più nel dettaglio, per il processo di primo grado è prevista la sostituzione del procedimento ordinario di cognizione con un rito semplificato, oltre alla riduzione dei tempi per comparire con un massimo di 120 giorni.

Inoltre è stato fissato un termine perentorio, 10 giorni prima della prima udienza, per definire il perimetro della causa. Provvedendo sulle istanze istruttorie, il giudice ha inoltre l’obbligo di predisporre il calendario delle udienze, e in materia di impugnazione dei licenziamenti è stato previsto che tali questioni siano trattate con priorità. E semplificazioni previste pure per il rito davanti al giudice di pace, con la previsione di una disciplina identica al procedimento davanti al giudice monocratico e l’eliminazione dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Riguardo al giudizio di appello, invece, l’atto introduttivo del giudizio dovrà essere il ricorso, 20 giorni come termine perentorio per l’esercizio di tutti i poteri e le facoltà processuali dell’appellato e il termine di 90 giorni per la fissazione della prima udienza.

LE PROMESSE. Il premier Giuseppe Conte ha assicurato che con la riforma viene garantito ai cittadini e agli operatori economici “un servizio della giustizia civile più efficiente”. Soddisfatti i deputati M5S membri della Commissione giustizia della Camera. “Nel nostro sistema processuale – hanno dichiarato – ci sono troppi tempi morti e inutili lungaggini che hanno portato come effetto processi che durano anni e scarsa fiducia nella giustizia. Gli investitori sono scoraggiati. La riforma vuole proprio porre rimedio a ciò che non funziona, in particolare semplificando, snellendo ed eliminando tutto quello che non serve”.