Terapie intensive sotto stress. Oltre la soglia critica in 7 regioni. Medici in allarme per l’impatto sugli ospedali. Avviata la distribuzione dei test antigienici rapidi

di Maria Elena Cosenza
Cronaca

Dopo il lieve calo registrato nel weekend, dovuto ad un minor numero di test effettuati, è tornata a salire la curva dei contagi nelle ultime 24 ore: 28.244 contro i 22.253 del giorno precedente a fronte di 182.287 tamponi effettuati. Netto incremento delle vittime: 353 contro i 233 del giorno precedente. Tra le Regioni più colpite spicca ancora una volta la Lombardia, con 6.804 nuovi contagi, seguita dal Piemonte (3.169), Campania (2.971), Toscana (2.336) e Veneto (2.298). Il numero di guariti in Italia nelle ultime 24 ore è di 6.258. Continua a cresce anche il numero delle persone ricoverate in ospedale. In terapia intensiva, nell’ultima giornata, sono entrati altri 203 pazienti, per un totale di 2.225. Le Regioni dove si è registrato il maggior numero di ingressi in rianimazione sono la Campania (+56) e la Lombardia (+40).

DOLENTI NOTE. Le terapie intensive sono, inoltre, monitorate dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi Sanitari regionali. Secondo il report aggiornato al 2 novembre sono tutte vicinissime alla soglia critica, quella del 30 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid-19. La media italiana si attesta infatti al 28 per cento, ma è allarme rosso in 8 regioni, che l’hanno ampiamente superata. In cima alla lista nera la Valle d’Aosta che ha toccato ormai il 60 per cento di saturazione dei suoi posti letto di intensiva, seguita dall’Umbria al 47 per cento, Lombardia e provincia autonoma di Bolzano (42), Toscana (39), Marche (35) Piemonte (34) e Campania (33). Più vicine alla soglia del 30 per cento la Liguria (al 27) e l’Emilia Romagna (25), mentre Puglia, Sardegna e Sicilia registrano un 24 per cento di occupazione dei posti letto di terapia intensiva. Calabria, Lazio, Abruzzo e provincia autonoma di Trento si attestano al 22 per cento, seguite da Friuli Venezia Giulia (21), Basilicata (20) e all’ultimo posto il Veneto con il 16 per cento di posti occupati.

Torna a lanciare l’allarme sull’impatto del Covid sugli ospedali anche Filippo Anelli, il presidente della Federazione degli Ordini dei medici italiani. “La preoccupazione dei medici è che questa seconda ondata non sia una mareggiata, ma uno tsunami che potrebbe travolgere il sistema sanitario. Per questo chiediamo al governo misure più aggressive. Il problema – sostiene – riguarda la tenuta del sistema sanitario, perché l’occupazione progressiva dei posti da parte di malati Covid riduce via via la possibilità di garantire cure agli altri ammalati. Andando avanti così, la situazione potrebbe sfuggirci di mano”. Numeri alla mano, il tasso di positività sui tamponi effettuati (15,5%) è rimasto invariato, mentre la pressione sugli ospedali è continuata ad aumentare.

Un andamento che, in assenza di nuove misure, rischia di portare diverse Regioni – Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna – alla saturazione al 100 per cento dei posti letto in ospedale, paralizzando il sistema sanitario. Da qui la decisione del governo di ricorrere a un nuovo dpcm con regole ancora più stringenti. Inoltre la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri (nella foto), ha avviato la distribuzione dei test antigienici rapidi. Si tratta dei primi 500 mila kit che vengono consegnati alle Regioni le quali, a loro volta, provvedono a distribuirli ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, a cui saranno dati anche camici e dispositivi di protezione necessari per effettuare i tamponi in sicurezza.

TEST A TAPPETO. Nella nota diramata si legge che sono “in tutto 10 milioni i test antigenici rapidi acquistati dalla struttura commissariale e che, nelle prossime settimane, continueranno ad essere distribuiti sul territorio nazionale. L’obiettivo – come anticipato dallo stesso Arcuri la scorsa settimana – è 350mila tamponi al giorno: aggiungere ai 200mila test molecolari già quotidianamente effettuati a livello nazionale, altri 100mila antigienici rapidi, rendendo così possibile uno screening quotidiano di 300mila cittadini italiani”. Sino a ieri in Italia sono stati “somministrati 16.103 milioni di tamponi, di cui 13.787 milioni (86 per cento) forniti dal Commissario – si legge ancora nella nota -. Nello scorso mese di marzo si somministravano in media 25.000 tamponi al giorno. Nelle ultime settimane almeno 200mila, otto volte in più. Ora, con questa ulteriore fornitura di test antigienici, si possono raggiungere i 350mila test al giorno”.