Terremoto elettorale da Verona a Catanzaro, parte il processo al Centrodestra con la resa dei conti tra gli alleati

Terremoto elettorale da Verona a Catanzaro, parte il processo al Centrodestra: Meloni furiosa, Salvini traballa e Silvio raduna FI

Terremoto elettorale nel Centrodestra. La presa di Verona da parte del centrosinistra, che ha schierato in campo Damiano Tommasi, è il simbolo della batosta elettorale del centrodestra e, in particolar modo, della Lega di Matteo Salvini.

SECONDO TURNO DI CONSULTAZIONI AL QUIRINALE, PRIMA GIORNATA

Il fronte progressista ha espugnato non solo il capoluogo veneto ma anche Catanzaro, Piacenza e Alessandria, patria del capogruppo leghista alla Camera Riccardo Molinari, e ha conquistato una città simbolo come Parma.

I ballottaggi hanno certificato un calo netto della Lega di cui Salvini dovrà rispondere. E il giorno dopo di quello che è stato definito un suicidio politico delle destre che sono andate separate, per esempio a Verona e Catanzaro, è già partita la resa dei conti.

Resa dei conti nel Centrodestra

In ballo c’è il futuro delle prossime elezioni politiche. E se nella notte nessun leader aveva parlato, ieri la prima a farsi sentire è stata Giorgia Meloni. Che con un video pubblicato su Facebook ha avvertito gli alleati: “Basta litigi”.

E ha chiesto a Salvini e Silvio Berlusconi di “vederci il prima possibile per evitare ulteriori divisioni”. Quindi ha aggiunto: “Occorre parlarsi subito per fermare le polemiche e ricordarsi che l’avversario è sempre la sinistra e mai l’alleato”.

Il primo a risponderle è stato il leader del Carroccio: “Per me l’incontro si può fare anche domani”.

Poi si è accodato nel mettere sotto accusa le divisioni interne: “Non è possibile perdere città importanti perché il centrodestra si divide e sceglie di non allargarsi e di includere altre forze ed energie, per paura, per calcolo o per interesse di parte. Vediamoci e prepariamo la prossima squadra e il prossimo progetto di governo, subito, insieme”.

Berlusconi sconfitto a Monza

Berlusconi convoca in gran fretta un vertice con i suoi ad Arcore. Se a Meloni e Salvini bruciano le sconfitte di Verona e Catanzaro, il leader di Forza Italia non si aspettava di perdere a Monza dove ci aveva messo la faccia, concludendo la campagna elettorale con un comizio, e dopo aver portato la squadra di calcio cittadina in Serie A.

“Lasciamo perdere” è l’unico commento che affida su Monza il leader azzurro. Successivamente in un videomessaggio punta il dito contro l’astensionismo che ha segnato la tornata elettorale di questi ballottaggi: non ha vinto nessuno, dice, ha perso la democrazia.

“La coalizione del centrodestra – spiega Berlusconi – vince solo quando è unita. Le divisioni degli ultimi mesi hanno allontanato molti elettori. Sarò io stesso a promuovere un confronto approfondito con i nostri alleati per disegnare l’Italia del futuro e vincere le prossime elezioni nazionali”.

Ma aggiunge: “Il centrodestra vince quando presenta candidati esperti dal profilo moderato, preparati, capaci, di Forza Italia o comunque dell’area di centro”.

Parte il processo nel Centrodestra

Se lo sguardo si allunga, le macerie di oggi rischiano di portare solo cattivi presagi sullo scacchiere politico nazionale di domani.

“A partire dalla Sicilia, non possiamo rischiare di mettere a repentaglio il risultato delle politiche”, ha detto Meloni. “Credo che il centrodestra debba fare un riflessione sul tempo speso in polemiche interne”, ha aggiunto.

“Ho trovato curiosa quella sul mancato apparentamento a Verona da parte degli alleati, con tanto di attacchi al sindaco di centrodestra a urne aperte, mentre a Catanzaro Fdi sosteneva lealmente un candidato che pure ci aveva negato l’apparentamento. Se sei tu il primo a dire che si perde, sarà difficile che gli elettori credano nella vittoria”.

Una frase quest’ultima rivolta direttamente a Salvini. Domenica mattina, infatti, il leader della Lega aveva lanciato un messaggio in cui sostanzialmente non chiedeva il voto per Federico Sboarina, il candidato sindaco di Verona, ma annunciava già la resa.

“Io punto sulla Toscana, Lucca e Carrara ci daranno delle soddisfazioni. A Verona il fatto che Sboarina abbia deciso di non apparentarsi con le liste di Flavio Tosi è uno sbaglio clamoroso.

E lo dice uno che Tosi lo ha espulso dalla Lega e che di certo non è uno dei suoi migliori amici”.

Poi aveva attaccato il partito di Meloni: “Non entro nelle dinamiche interne degli altri partiti ma da quello che mi risulta i vertici nazionali di Fratelli d’Italia hanno anche detto al sindaco di ripensarci, ma lui e i suoi hanno tirato dritto rinunciando a un accordo che avrebbe portato in dote il 23%.

Vi sembra sensato rischiare di perdere per non rinunciare a qualche posto in consiglio comunale?”.

Esplode la rissa pure in Lombardia

Salvini tenta di uscire dall’angolo gettandosi a testa bassa sui dossier del prossimo futuro. Come la Lombardia. Ma è caos.

Nel primo pomeriggio incontra il governatore Attilio Fontana, il ministro Giancarlo Giorgetti e il segretario regionale Fabrizio Cecchetti per un confronto sulle regionali del 2023. Al termine del vertice, fonti della Lega affermano che Fontana è “il candidato naturale, così come già confermato dagli altri leader della coalizione”.

Negli stessi minuti Letizia Moratti conferma la sua disponibilità. La resa dei conti è appena iniziata.

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