Tutto fermo nel cratere sismico. I fondi raccolti tardano ad arrivare. Ed è caos anche per la rimozione delle macerie

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Nel cratere sismico non si muove una foglia. Neanche le macerie, che restano lì, immobili. I milioni di tonnellate di cemento e mattoni ancora da rimuovere sono il segnale tangibile che nella zona colpita dal doppio terremoto, prima ad agosto e poi ad ottobre, è stato fatto poco o nulla. Soprattutto nelle province di Ascoli Piceno e Macerata. A lanciare l’allarme è stato, ieri, il sindaco di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), Aleandro Petrucci: “Gli interventi per la rimozione delle macerie sono iniziati da qualche settimana con la ditta principale che aveva vinto l’appalto per lo smaltimento di 22 mila tonnellate di materiali. È chiaro”, ha spiegato Petrucci, “che rispetto all’enormità del problema da affrontare siamo ai primi passi, e che la mancanza del Piano macerie da parte della Regione Marche non facilita le cose”. Con tanto di mea culpa dall’ente, da dove hanno fatto sapere che “il piano macerie verrà definito nel più breve tempo possibile”. Dopo oltre sette mesi sarebbe quasi ora.

Servono subito le risorse – Altro capitolo riguarda l’impiego dei fondi raccolti. A sollevare il problema c’ha pensato il Codacons che ha annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei conti di Marche, Lazio e Abruzzo per chiedere “che fine hanno fatto i fondi raccolti attraverso le campagne di solidarietà attivate all’indomani del sisma”. Il Codacons ha provato ad alzare il tiro ipotizzando addirittura reati come quello di truffa o di appropriazione indebita, qualora non venissero sbloccati i fondi raccolti. Soldi che arrivano col contagocce anche agli albergatori che ospitano i terremotati dell’Umbria. La denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle, dopo un’indagine sul campo; i pentastellati sollevano qualche dubbio sull’operato della Regione che, si legge nella nota, “per dicembre-gennaio, a differenza di quanto fatto a novembre, avrebbe unilateralmente e transitoriamente deciso di pagare il 65% dell’importo di fattura agli albergatori”.

Lento pede – Il decreto terremoto, intanto, è stato anche al Senato ed è diventato legge. Sulla consegna delle casette d’emergenza, invece, il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, proprio ieri, ha riconosciuto i notevoli ritardi, addebitandoli però alla conformazione del territorio colpito dal sisma. Forse tutti quegli annunci altisonanti dell’allora premier, Matteo Renzi, potevano essere evitati.