Terroristi, la retroattività non vale. E Berlusconi spera in Strasburgo

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di Angelo Perfetti

La Corte dei diritti umani di Strasburgo, la stessa sollecitata dai legali di Berlusconi rispetto alla retroattività della Legge Severino, ha ordinato alla Spagna la rapida scarcerazione di Ines del Rio, terrorista dell’Eta condannata a oltre tremila anni di carcere per un attentato del 1986 in cui morirono 12 funzionari di polizia. Secondo i giudici di Strasburgo, nel suo caso la giustizia di Madrid ha violato il principio della non retroattività delle leggi. Malgrado la sentenza abnoerme, la del Rio sarebbe dovuta uscire dal carcere nel 2008, dopo aver scontato 19 anni. Al momento della condanna, la legge spagnola prevedeva infatti un massimo di permanenza in carcere di 30 anni. Ed è sulla base di questi 30 anni che venivano calcolati i benefici in vista delle scarcerazione anticipata. Ma nel 2008 fu fatta valere un regola adottata successivamente, la cosiddetta dottrina Parot, in base alla quale i benefici vengono dedotti dagli anni della condanna e non da quelli della massima permanenza in carcere (nel frattempo elevati a 40).

Ed è proprio l’applicazione retroattiva della dottrina Parot che è stata bocciata da Strasburgo. Quanto la sentenza possa essere assimilabile alla vicenda del Cavaliere è tutto da dimostrare; c’è infatto chi sostiene che per quanto riguarda il leader del pdl  non sia nin discussione la retroattività di una sanzione penale ma la sussistenza di un requisito per restare in Parlamento.  Motivazione contestata dai legali di Berlusconi che al contrario ritengono che incandidabilità e decadenza parlamentare sono sanzioni di natura penale e pertanto la Legge Seberino non può essere applicata con retroattività. Di certo la situazione è controversa, e questa sentenza non mancherà di gettare benzina sul fuoco delle polemiche, anche alla luce delle motivazioni per cui la Giunta per le autorizzazioni del Senato non ha ritenuto di rinviare la questione alla Corte Costituzionale e dunque di ottenere un paerere ultimo sull’applicabilità della Legge Severino al caso Berlusconi. Ora il Cav torna a sperare: se ce l’ha fatta una terrorista perché non dovrebbe farcela un ex premier?