C’è un tesoretto da 4 miliardi. E i partiti sono già a caccia. Risparmi dai contributi Covid a fondo perduto. Sotto assedio anche le risorse per il Sud

M5S superbonus Franco
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Manca ancora l’ufficialità, ma sarebbe saltato fuori dai conti dello Stato un tesoretto da 4 miliardi. Di conseguenza è già partita la caccia dei partiti ad accaparrarsi quanto è possibile, da esibire ai loro elettorati di riferimento. Dal superbonus agli incentivi auto, i gruppi alla Camera e al Senato reclamano infatti voce in capitolo, rifiutandosi di fare giusto da notai delle scelte dell’Esecutivo.

A originare la somma sarebbero state le domande di contributo a fondo perduto per il Covid, risultate parecchio inferiori alle attese (circa 2 milioni quando se ne aspettavano almeno 3). Il ministero dell’Economia, guidato da Daniele Franco (nella foto), vorrebbe utilizzare queste risorse per rafforzare alcune delle misure di sostegno anti-Covid ma gli appetiti dei partiti sono di gran lunga più variegati.

La prima prova ci sarà con l’esame dei decreti legge per il fondo complementare al Recovery Plan e Sostegni bis. Qualche tensione si è già registrata a Palazzo Madama, dove il timing per l’ok al Fondone da oltre 30 miliardi sta subendo qualche ritardo: una riunione di maggioranza è stata infatti interrotta senza riuscire a trovare l’intesa.

I partiti, ciascuno con i propri dossier, vorrebbero utilizzare il treno di questo decreto per dare i primi segnali: c’è chi punta a usare il Fondo di sviluppo e coesione che è stato rimpinguato con oltre 15 miliardi. Ma qui non vi sarebbe la disponibilità della ministra Carfagna ad usare tali risorse per obiettivi diversi da quelli per cui sono state assegnate. Insomma, i fondi Fsc non sono un bancomat. Difficile anche che si possano spostare risorse da un ministero all’altro: si tratta infatti perlopiù di investimenti che sottostanno alle stesse regole del Recovery.