Monetine della discordia. Il Tesoro potrebbe salvare uno e due centesimi. E sotto sotto anche la Marcegaglia ci spera

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Se non è un braccio di ferro poco ci manca. Sì, perché sulle monetine da 1 e 2 centesimi di euro, in realtà, la partita non è affatto finita. Sullo sfondo si intuiscono già adesso le perplessità del Tesoro, del Poligrafico e del gruppo Marcegaglia. Accostamenti arditi solo in apparenza. Formalmente la questione monetine ha avuto un esito molto preciso: secondo l’ultima versione della Manovrina, infatti, il loro conio sarà sospeso a partire dal 2018. Ma la stessa maggioranza sa che il Governo sta già esplorando il modo per modificare la norma. Tra i nodi principali c’è il rischio che la scomparsa delle monetine da 1 e 2 centesimi possa generare inflazione. Che non necessariamente, e a determinate condizioni, è però un male. Qui il Tesoro sembra avere idee chiare, almeno per ora.

La posizione – Contatto da La Notizia per avere lumi sulla questione, il ministero ha fatto sapere che “la norma sull’abolizione delle monetine da 1 e 2 centesimi è stata proposta dal Parlamento e il governo non si è opposto considerando le valutazioni degli uffici del Mef, secondo cui non si rilevano rischi inflazionistici da tale misura”. E questo perché, ha proseguito il dicastero di via XX Settembre, “gli adeguamenti dei prezzi saranno effettuati sia verso l’alto che verso il basso, in base alle regole classiche degli arrotondamenti”. Ma allora perché già si parla di fare marcia indietro? Sul punto il Tesoro si è limitato a dire che “se il Parlamento decidesse ora di ritornare sulla misura e cambiarla, il governo valuterà le ulteriori e nuove ragioni che il Parlamento elaborerà”. Insomma, ecco perché la partita è ancora del tutto aperta. Poi c’è la questione che riguarda Poligrafico e gruppo Marcegaglia. Che c’entrano? Semplice, la società pubblica funge da anni da stazione appaltante per farsi fornire la lega necessaria a coniare le monetine. Mentre il gruppo Marcegaglia è quello che da almeno 5 anni a questa parte ha fatto man bassa dei relativi appalti.

Il percorso – All’agosto del 2012, per dire, risale una dei tanti bandi indetti dal Poligrafico per “la fornitura di nastri in acciaio al carbonio per la produzione di semilavorati idonei alla coniazione di monete euro (1 cent, 2 cent, 5 cent)”. Il tutto affidato alla Marcegaglia Buildtech, del gruppo Marcegaglia, per 3,4 milioni di euro. Si replica nel 2013, stessa dicitura, con una bando da 2,9 milioni assegnato alla stessa società. Qualche problemino procedurale si riscontra nel 2014. Così per l’assegnazio0ne della gara bisogna attendere febbraio del 2015. Ma il risultato non cambia: la commessa va ancora alla Marcegaglia Buildtech per 3,4 milioni. E poi arriviamo all’ultimo capitolo in ordine di tempo, almeno per ora. Nel settembre 2016 il Poligrafico predispone l’ennesima procedura, che stavolta però viene aggiudicata a un prezzo nettamente inferiore, ovvero 1 milione e 140 mila euro. E chi la vince? La Marcegaglia Buildtech. Per carità, non è che si tratti di grosse cifre. Ma forse la norma passata con la Manovrina farà mugugnare un po’ anche il gruppo dell’ex presidente di Confindustria.

Twitter: @SSansonetti