Test rapidi negli aeroporti. Code e polemiche a Malpensa. A Fiumicino e Ciampino isolati 6 positivi appena atterrati da Grecia e Spagna

dalla Redazione
Cronaca

“Sono stati individuati presso l’Aeroporto di Fiumicino quattro nuovi casi ai test rapidi antigenici. Si tratta di una donna di nazionalità inglese e di due italiani, tutti e tre provenienti dalla Grecia (Atene). Un quarto caso di una donna italiana proveniente da Creta (Grecia). Sono asintomatici, sono stati posti in isolamento ed è stato avviato il contact tracing internazionale”. E’ quanto ha comunicato l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio a proposito dei test rapidi per individuare i contagi da Covid avviati negli aeroporti. Contagi anche a Ciampino dove sono stati individuati altri due casi: un romano e un cittadino turco di rientro su un volo dalla Spagna. Anche in questo caso sono asintomatici, sono stati subito isolati ed è stato avviato il contact tracing internazionale.

In Lombardia sono in funzione da questa mattina anche allo scalo milanese di Malpensa le prime postazioni per il prelievo dei tamponi sui turisti al rientro dai 4 paesi considerati a rischio Covid (Spagna, Grecia, Malta e Croazia). Diversi i passeggeri in coda all’uscita 10 dell’area arrivi in attesa di sottoporsi al test molecolare (tre minuti i tempi del prelievo), i cui risultati saranno resi noti entro le prossime 48 ore.

“Oggi partiamo con una struttura che permetterà di fare circa 200 tamponi l’ora, ma domani avremo un’area piu’ ampia, con un aumento delle postazioni e potremo arrivare a 300”, ha spiegato Marco Magrini, dirigente dell’Ats Insubria, che si occupa della gestione dei tamponi all’aeroporto di Malpensa. “A Malpensa i viaggiatori in arrivo dai paesi a rischio sono dai 4 ai 7mila al giorno ed è impossibile intercettarli tutti. E’ impossibile fare un punto prelievi per 6mila persone – ha aggiunto Marco Trivelli, direttore generale dell’assessorato al Welfare di Regione Lombardia nel corso di una conferenza stampa -. Occorre rivolgersi anche al territorio”.

“Se arriveremo a realizzare 1.500-1.800 tamponi al giorno a Malpensa – ha detto ancora Trivelli – sarebbe un grandissimo risultato. Ad oggi in regione Lombardia si effettuano 7mila tamponi solo per i rientri, che da domani saranno 9mila. Solo negli negli aeroporti, dopo che apriremo i punti prelievo a Linate e Bergamo, ne potremo realizzare fino a 3mila. Il presidio in aeroporto serve soprattutto per arrivare a chi successivamente sarà difficile da ricontattare, quindi prioritariamente gli stranieri, i turisti, ma anche i lombardi e se c’è spazio i viaggiatori di altre regioni. I viaggiatori in transito saranno controllati per ultimi”.

Domani prenderà il via un altro punto prelievi a Linate, anche se sono previsti solo 300-400 passeggeri dai paesi a rischio. Sabato dovrebbe aprire un un punto prelievi a supporto dell’aeroporto di Orio al Serio nei pressi dell’ospedale della Fiera. Per i viaggiatori che rientrano in aereo dai paesi a rischio è attivo un link sul portale Sea, in cui potersi registrare e chiedere di fare direttamente il tampone in aeroporto. Sono già mille i passeggeri già prenotatisi per eseguire il tampone direttamente a Malpensa nei prossimi giorni. Il presidio sarà aperto tutti i giorni per gli aerei che atterrano dalle 9 alle 17,30. L’esito del test eseguito all’aeroporto sarà disponibile via mail o Sms entro le 48 ore.

La campagna di screening nei confronti di chi rientra dai paesi a rischio procede positivamente, tranne che per la città di Milano, causa grande numero di segnalazioni. Per quanto riguarda la Città Metropolitana di Milano, nei primi tre giorni sono già 13mila le segnalazioni che il sistema non ha potuto contattare. Solo ieri a Milano sono stati effettuati 3.500 contatti, ma di questi solo per la metà sono arrivate prenotazioni per effettuare un tampone. La situazione dovrebbe però stabilizzarsi entro domani.

E sempre questa mattina, a Malpensa, alcuni passeggeri, rientrati dalle destinazioni considerate a rischio, si sono lamentati di non aver potuto effettuare il tampone in quanto non residenti in Lombardia. Ad esempio, per una coppia di ragazzi che convivono in Piemonte c’è stata una sorte diversa, sì al tampone per lui e no per lei: “noi conviviamo, io ho il domicilio in Piemonte e vivo con lei – ha spiegato il ragazzo – ma sono ancora residente in Lombardia quindi a me hanno detto che posso fare il tampone e a lei no”.