I testi dei cantautori si studieranno a scuola. Il ministro della cultura dà l’annuncio mentre visita la casa di Lucio Dalla

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Dante, Petrarca e Boccaccio: su quale autore vuoi che ti interrogo? Oppure preferisci Leopardi e Carducci? Mi interroghi su Dalla e De Gregori, sui testi di questi autori sono più preparato. Che musica per le nostre orecchie! Quanti di noi avremmo voluto essere interrogati su Futura, Rimmel, La donna cannone e La guerra di Piero, piuttosto che su Manzoni o Calvino. A tre anni dalla morte di Lucio Dalla, i cantautori italiani si conquistano (finalmente!) un posto al sole nella letteratura italiana. Oltre a Dalla, i ragazzi studieranno i testi di De Andrè, Guccini, De Gregori, Conte e compagnia bella. A dare il là al provvedimento ci ha pensato il ministro della Cultura:
testi FORMIDABILI
«Questi testi sono formidabili anche senza musica. Penso sia ora di insegnarli nelle scuole», ha detto Franceschini, durante il suo intervento all’interno di A Casa di Lucio, la tre giorni di apertura straordinaria di Casa Dalla a Bologna.
«C’è una generazione di cantautori – ha aggiunto Franceschini – che ha formato e trasmesso valori a generazioni intere di italiani perché ha saputo unire la bellezza della musica a testi straordinari, ognuno con uno stile unico, e penso che facciano ormai parte della letteratura italiana».
Ora la palla passa al ministro dell’Istruzione. Ma il primo passo è stato fatto. La poesia, del resto, si può esprimere anche con la chitarra.
Cara prof, fattene una ragione. E canta che ti passa.