Neppure una tragedia come quella della ThyssenKrupp di Torino รจ riuscita a rendere lโItalia un Paese piรน sicuro per chi lavora. Nei primi otto mesi dellโanno sono state registrate ben 772 morti bianche, piรน di tre vittime al giorno. E come se non bastasse per quel terribile incidente del 6 dicembre 2007 pochi e poco hanno pagato. Ieri, in occasione dellโanniversario della strage di sette operai, i familiari delle vittime sono cosรฌ tornati a far sentire la loro voce, con unโaccusa precisa che va direttamente al cuore dello Stato.
โCi sentiamo presi in giro, traditi da uno Stato di cui non ci fidiamo piรน. La nostra tragedia รจ stata dimenticata, ma noi non possiamo dimenticareโ, hanno detto. E poi lโennesimo appello da parte della madre di Giuseppe Demasi, una delle vittime: โLo Stato deve intervenire affinchรฉ gli infimi personaggi che non hanno mai chiesto perdono, e sono sfuggiti alle loro responsabilitร , siano punitiโ.
IL CASO. Quattordici anni fa nellโacciaieria piemontese otto operai furono coinvolti in unโesplosione e solo uno si salvรฒ. Vennero fuori dalle indagini gravissime carenze sul fronte della sicurezza. Il 15 aprile 2011 la Corte dโassise di Torino, confermando le accuse a carico di Herald Espenhahn, amministratore delegato della societร ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni spa, lo condannรฒ a 16 anni e 6 mezzo di carcere. E per altri cinque manager vennero emesse condanne tra i 13 anni e mezzo e i 10 anni e 10 mesi.
Due anni piรน tardi, perรฒ, la Corte dโassise dโappello riformรฒ la sentenza e ritenne che non si fosse trattato di omicidio volontario, ma colposo. Soli dieci anni di carcere dunque a Espenhahn, 7 anni a Gerald Priegnitz e Marco Pucci, 8 anni a Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, e 9 a Daniele Moroni. Sentenza confermata dalla Cassazione, che ordinรฒ perรฒ un nuovo giudizio dโappello per ridefinire le pene. Si รจ arrivati cosรฌ, nel 2015, a 9 anni ed 8 mesi per Espenhahn, 7 anni e 6 mesi per Moroni, 7 anni e 2 mesi per Salerno, 6 anni e 8 mesi per Cafueri, e 6 anni e 3 mesi per Pucci e Priegnitz (leggi l’articolo). Con i manager tedeschi che, grazie alle leggi della Germania, hanno potuto evitare il carcere.
IL DOLORE. โQuella notte ha stravolto la mia vita – ha dichiarato ieri Antonio Boccuzzi (nella foto), lโunico operaio sopravvissuto – ha stravolto la vita dei familiari dei miei compagni e purtroppo ha tolto la vita a dei ragazzi che avevano forse un unico peccato: quello di essere nati con lโesigenza di lavorare per vivere. Rappresenta un pochino anche la decadenza del mito del luogo di lavoro, cioรจ il luogo di lavoro rappresentato come un mezzo, un sistema per realizzare un sogno piรน o meno grande: lโacquisto di un paio di scarpe o la realizzazione di una famiglia si รจ trasformato in qualcosa di completamente diverso, ha portato via delle viteโ.
โQuel devastante incendio rimane una ferita tremenda per la cittร . E forte rimane anche il dolore e la richiesta di giustiziaโ, ha aggiunto il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Ad auspicare che venga finalmente fatta giustizia รจ stata quindi lโex sindaca Chiara Appendino.
โNel caso della strage della Thyssen la memoria non รจ ancora stata assorbita dalla coscienza collettiva. Da un lato, perchรฉ รจ una ferita ancora aperta per la nostra cittร e la nostra comunitร – ha detto – dallโaltro perchรฉ ancora quella storia non si รจ chiusa, ancora non vi รจ stata giustizia. Dietro a ogni morte sul lavoro vi รจ una responsabilitร , e se non si sarร chiamati a rispondere, le morti sul lavoro continuerannoโ.