Tim e Comune di Torino insieme per la prima rete 5G Edge Cloud con droni connessi. Sarà pronta a metà del 2020. Il capoluogo piemontese ospiterà anche un data center di Google

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“Una prima rete 5G sarà disponibile appieno per i cittadini di Torino dalla seconda metà del 2020. Non appena ci sarà un numero di nodi sufficiente. Ad oggi mancano quelli che noi chiamiamo edge cloud, dove verranno conservati e protetti i dati che transiteranno su questa rete. Tra 18 mesi tutto sarà molto diverso, e potremo allargare il mercato del 5G anche alle imprese”. E’ quanto ha annunciato l’ad di Tim, Luigi Gubitosi, a margine della firma dell’intesa, con la sindaca di Torino Chiara Appendino, della partnership per la realizzazione di una rete live 5G Edge Cloud con droni connessi d’Europa.

La rete 5G Edge Cloud, infatti, garantisce larghissima banda e bassa latenza e permette di aggregare ed elaborare una quantità altissima di dati, assicurando servizi digitali con livelli di qualità estremamente elevati, sicuri e che rispettano la privacy del cliente, nonché maggiore agilità e flessibilità di configurazione dei servizi e delle applicazioni secondo le tipiche logiche del Cloud.

Tra i primi utilizzi concreti della rete presentata oggi a Torino c’è anche la possibilità di proteggere la guida del drone da possibili interferenze, per un volo in sicurezza anche in contesti affollati. Non solo, la nuova rete permetterà una supervisione dei fiumi cittadini, il monitoraggio infrastrutturale di monumenti artistici del patrimonio cittadino, per pianificare eventuali opere di restauro conservativo.

“Nell’ambito della joint venture annunciata da Tim con Google la settimana scorsa – ha spiegato ancora Gubitosi -, il primo investimento sarà su un data center a Torino. Faremo un investimento importante qui, e ci piace pensare che sarà una cosa che faremo velocemente insieme. Il nostro obiettivo è avere un data center a Torino tra i più avanzati d’Europa. Faremo molto velocemente. E’ un settore che sta crescendo molto velocemente, a ritmi del 20% all’anno in Italia”.

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