Togliere i soldi al gioco d’azzardo. È l’unico modo per eliminare l’Imu

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di Angelo Perfetti

Inutile girarci intorno. La legge di stabilità, pur prevedendo mille rivoli e infiniti interventi sulle finanze pubbliche e private, si regge su una promessa politica che a tutt’oggi è senza copertura: l’eliminazione dell’Imu. E il dibattito, che ormai è diventato parte integrante della vita quotidiana dei cittadini e delle loro reazioni grazie ai social network, si fonda sull’eliminazione effettiva della gabella e non solo sulla toponomastica della via delle tasse. In molti rimproverano al governo la sua vicinanza ai poteri forti, la sua acquiescenza verso le esigenze delle lobby, la contiguità con i centri di potere economico. E il mega sconto fatto alle concessionarie del gioco d’azzardo non fa che aumentare l’intolleranza della gente verso il governo delle larghe intese. Tanto che addirittura nel Pd, partito del premier, si cerca di correre ai ripari. “Sull’Imu regna ancora la confusione e c’è poco tempo per trovare soluzioni convincenti. Il governo e il parlamento potrebbero valutare in tempi brevissimi se la copertura del residuo rimasto per completare l’abolizione della seconda rata sulla prima casa possa arrivare dalla rimodulazione della tassazione sui giochi d’azzardo legali”. E’ qla proposta del deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi, che insieme a Luigi Bobba della commissione Bilancio ha presentato un’interrogazione urgente sulla tassazione dei giochi e ha annunciato la presentazione di un emendamento alla Legge di Stabilità. “Ho inviato una lettera al presidente dell’Anci, Piero Fassino – spiega Anzaldi – con la rassegna stampa sull’ampio consenso manifestato da tutte le forze politiche su un provvedimento che omogeneizzi le aliquote dei giochi e allinei gli aggi delle lotterie, uniformando il sistema di tassazione dei giochi “. Il Codacons, l’associazione in difesa dei consumatori, chiede da parte sua che si inverta la procedura e che siano i comuni a dire al cittadino quanto e se deve pagare, non viceversa. Esattamente come avviene già per le tasse sui rifiuti e come avveniva ai tempi dell’Ici.