Tragedia a Torino dove una gru è caduta su un palazzo. Morti tre operai ma ci sarebbero altri feriti

TORINO GRU CADUTA
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Tragedia a Torino dove una gru è caduta questa mattina, appoggiandosi su un palazzo di sette piani in via Genova. Secondo le prime informazioni fornite dai sanitari del 118, che sta operando sul posto con le forze dell’ordine, sono decedute tre persone. Si tratterebbe degli operai che proprio in quei frangenti stavano lavorando al cantiere. Due di loro sarebbero morti sul colpo mentre il terzo era stato estratto vivo dalle macerie ma è morto in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate.

Altri operai sarebbero rimasti incastrati sotto una parte della gru e sono in corso le operazioni di salvataggio a cui stanno partecipando quattro squadre dei vigili del fuoco.

LA TRAGEDIA DEI MORTI SUL LAVORO

L’incidente della gru di stamattina in via Genova a Torino fa salire a 40 i morti sul lavoro in Piemonte nel corso del 2021. “Una strage infinita, di fronte alla quale – a parte il doveroso cordoglio verso le famiglie delle vittime – le parole ormai sembrano inadeguate” spiega in una nota la Fillea Cgil di Torino. “La sicurezza è un diritto e non un costo. Chiediamo a tutti di fare la propria parte, a partire da un rapido accertamento delle responsabilità di questa ennesima tragedia” aggiunge il sindacato edile.

“Premesso che sarà la magistratura a ricostruire nel dettaglio ciò che è avvenuto questa mattina a Torino, dove una gru è caduta su un palazzo causando la morte di tre operai e il ferimento di alcuni passanti, non vorremmo ritrovarci ancora una volta di fronte all’ennesima strage nei cantieri legata a tempi e modalità di lavoro. Dove la fretta e la velocità eccessiva aumentano i rischi, dove la ripresa fa sempre più rima con incidenti e lavoro nero a fronte di una domanda di lavori superiore alla capacità delle stesse imprese”. E’ quanto affermano il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e il segretario della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi. “La logica di fare sempre di più e più presto, con orari di lavoro massacranti e ricorso a squadre di cottimisti in subappalto, che rischia di mettere la sicurezza di lavoratori dei cittadini in secondo piano, – aggiungono i due segretari – deve essere contrastata. I cantieri non possono diventare il far west”.

“In questi mesi – ricordano Landini e Genovesi – abbiamo conquistato strumenti importanti per contrastare lo sfruttamento e le illegalità nei cantieri, dal Durc di Congruità alle nuove norme contenute nel decreto per la salute e sicurezza, inasprendo sanzioni e non solo, ma senza una azione straordinaria, senza una nuova cultura di impresa che metta la vita delle persone e la qualità del lavoro prima della bramosia dei profitti, rischiamo che ogni incentivo, ogni crescita del comparto, produca anche più infortuni e irregolarità”. “Oggi più che mai – proseguono i due segretari – serve introdurre la patente a punti e l’aggravante di infortunio mortale sul lavoro, serve rafforzare il presidio del territorio e una azione di controllo in particolare sul rispetto degli orari di lavoro e per contrastare il ritorno al cottimo, che sono spesso le varie cause degli infortuni in cantiere. Insomma continuiamo a sostenere che o la ripresa produce lavoro sicuro e di qualità o rischiamo che a pagare il conto siano i lavoratori e i cittadini”. “Alle famiglie delle vittime – concludono Landini e Genovesi – va la nostra vicinanza e il nostro cordoglio”.