Torino, la Appendino condannata per falso nel processo Ream. La sindaca: “Domani mi autosospenderò dal Movimento”. I consiglieri M5S: “Continueremo a sostenerla”

dalla Redazione
Politica

Chiara Appendino è stata condannata a sei mesi per falso ideologico nel processo per il cosiddetto caso Ream. L’accusa aveva chiesto per la sindaca di Torino un anno e due mesi. Nessuna condanna per l’altro capo d’accusa, abuso d’ufficio, è uno dei reati per cui la legge Severino prevede la decadenza degli amministratori pubblici. “Porterò a termine il mio mandato da sindaco, come da statuto domani mi autosospenderò dal Movimento. Ricanditura? Non è tema di oggi” ha commentato la Appendino.

“Ci siamo confrontati come consiglieri e abbiamo deciso di continuare a sostenere Appendino fino alla fine del mandato” scrivono dal gruppo M5s in Consiglio comunale commentando la sentenza. “Siamo sempre stati convinti della buona fede dell’azione amministrativa di Appendino – aggiungono i consiglieri – e lo siamo ancora Politicamente intendiamo continuare a portare avanti i nostri progetti amministrativi da qui al 2021. Abbiamo tante cose da fare, dobbiamo stringerci tutti attorno alla giunta per sostenerne ancora di più l’azione del M5S”.

I consiglieri pentastellati torinesi evidenziano che “l’assoluzione è arrivata per tre capi d’imputazione su quattro” mentre la condanna riguarda un falso in atto pubblico “relativo al bilancio 2016, anno del nostro insediamento a giugno. Attendiamo di vedere le motivazioni della sentenza nella speranza di capire come mai la restituzione e le modalità in cui è stato generato il debito con Ream abbiano destato interesse solo sotto questa amministrazione, dal momento che quel debito risale al 2012”.

“Non vogliamo credere – aggiungono dal Movimento – che si tratti di una sentenza politica in vista delle elezioni del 2021, per questo ci auguriamo che si possa fare presto luce su tutta la vicenda, sin dalle sue origini. La sindaca sarà, per ora, fuori dal M5S perché la condanna è incompatibile con il nostro statuto, ma è nostra intenzione andare avanti con questa amministrazione fino alla scadenza naturale del mandato. Umanamente siamo vicini a Chiara e all’assessore al Bilancio, Sergio Rolando. Per tutti noi – concludono – è un momento duro e triste, ma siamo pronti a far la nostra parte, portando a termine l’impegno che abbiamo promesso 4 anni fa ai torinesi”.