Torniamo ad ospitare il G20. Passerella che costa 35,9 milioni. Maxi-bando Consip per l’organizzazione del summit. Che potrebbe saltare per colpa del Covid

di Carmine Gazzanni
Politica

Per carità: non parliamo dei 500 milioni spesi dall’allora governo Berlusconi per organizzare i tre giorni di incontri e summit al G8 del 2010 tra Maddalena e L’Aquila. Ma, visto il periodo non proprio florido dal punto di vista economico a causa della pandemia Covid-19, neanche la spesa che si appresta ad affrontare il governo Conte si può dire sia irrisoria: l’esecutivo prevede di sborsare 35,9 milioni di euro per i “servizi di organizzazione, allestimento, gestione eventi, registrazione, accreditamento e controllo accessi per la presidenza italiana del G20”.

Questo è quanto si legge in un bando Consip pubblicato solo pochi giorni fa. La presidenza del Consiglio, tramite la centrale acquisti, ha chiesto, in altre parole, l’organizzazione e la gestione “chiavi in mano” degli eventi che dovrebbero tenersi verosimilmente a fine 2021 in Italia, dato che toccherà proprio al nostro Paese la presidenza dell’evento che raccoglie i rappresentanti dei 20 Paesi più importanti e influenti al mondo.

VERTICE D’ORO. Al di là delle opinioni soggettive sulla valenza di tali summit e delle decisioni più o meno concrete che sono state prese nel corso degli anni, resta la spesa mastodontica. Nel dettaglio, il bando è suddiviso in quattro lotti ben distinti. Il più interessante è senz’altro il primo, relativo all’evento clou: il vertice dei capi di Stato e di Governo. Nel capitolato tecnico è tutto spiegato fin nei minimi dettagli: l’evento “si terrà presumibilmente a Roma, realisticamente nel periodo da fine ottobre a inizio novembre 2021, e prevede la partecipazione di circa 38 delegazioni con circa 450 delegati rappresentanti dei diversi Stati Membri e delle principali Istituzioni internazionali e rappresentanti dello staff delle delegazioni, oltre a circa 1.000 persone di staff della Presidenza/Organizzazione Italiana, circa 5.000 giornalisti, personale di sicurezza nonché personale di supporto, autisti e presidi (circa altre 1.500 persone) e altri invitati a vario titolo”.

Tanto basta per giustificare il costo: ben 15,4 milioni di euro per veder sfilare Merkel, von der Leyen, Macron, Trump e via discorrendo. Tutti leader che ovviamente dovranno essere ospitati, trasportati, coccolati con buffet e cene di gala di prim’ordine e omaggiati. Anche qui il dettaglio è interessante: per il solo vertice l’Italia prevede di consegnare “circa 22.500 pezzi tra omaggi e doni”. Così, proprio per essere di manica larga visto il periodo solare in campo economico. E siamo solo al primo lotto. Il secondo è relativo agli “incontri ministeriali e altri eventi di livello politico”: 10 summit previsti, tutti in Italia, per un costo totale di 14,4 milioni di euro. Il terzo lotto, ancora, prevede l’organizzazione e la gestione di 65 altri eventi “di livello tecnico”.

Ma scendiamo, manco a dirlo, pesantemente di livello e di prestigio e così, se solo un vertice costa quasi la metà dell’intero bando, per le 65 riunioni del terzo lotto tutto potrà essere gestito e organizzato con 4,2 milioni di euro. Il quarto lotto, infine, riguarda il “servizio di registrazione, accreditamento e controllo accessi”, per un costo di 1,9 milioni. Ecco che la torta diventa appetitosa per tanti. Ma attenzione: il pericolo è dietro l’angolo. Nella documentazione, infatti, si specifica che, se dovesse riscoppiare un’emergenza Covid, si virerà su un evento virtuale. E così molti “o tutti” i servizi potrebbero essere annullati o non richiesti più, per cui “il Fornitore deve prenderne atto – rinunziando ora per allora a qualsiasi pretesa di risarcimento”. Da qui la domanda, visto anche il periodo: ma non si poteva organizzare a prescindere in modalità 2.0?