Tosi rilancia le primarie. Ma solo con un Centrodestra compatto. Mettere d’accordo tutte le forze moderate però sarà un’impresa

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Non ci sta a passare per il grande sconfitto delle ultime elezioni regionali in Veneto. E nemmeno per quello che si è voluto candidare per spaccare il Centrodestra. Flavio Tosi è deciso a non restare un mero esperimento regionale. Ed ecco allora che riparte da quei 260mila voti ottenuti (11,6%) in Veneto per provare a varcare i confini grazie anche ai comitati provinciali nati dalla sua fondazione “Ricostruiamo il Paese”. E lo sbarco arriva direttamente nella Capitale, terreno ostile fino a qualche tempo fa per un ex leghista duro e puro come il sindaco di Verona. Tempi passati, appunto. Perché ad accogliere Tosi ieri a Roma c’era una folta platea. Il preludio alla nascita di un movimento (partito) vero e proprio. Il centrodestra è un cantiere aperto, c’è voglia di idee nuove. Che per Tosi passano necessariamente per le primarie e per l’unità. Quelle rilanciate dal sindaco di Verona non sono le primarie modello Partito democratico, ma quelle in stile americano. Primarie, quindi, regolate per legge e non lasciate alla discrezione dei partiti. Un modello che, nell’idea tosiana, va proposto ad un Centrodestra unito. “Le ruspe non servono a niente”, ha sottolineato Tosi, con un chiaro riferimento allo slogan del suo ex segretario Matteo Salvini, “se però il Centrodestra vuole vincere deve mettersi insieme presentandosi unito sulla base di alcuni punti concordati”. Unità che per Tosi comprende gli alfaniani, con cui Salvini per esempio non parla, e l’ala che fa riferimento a Raffaele Fitto in rotta di collisione con il partito azzuro. Di strada da fare, insomma, ce n’è tanta. Ma l’unione sembra l’unica strada possibile in virtù dell’Italicum che prevede il ballottaggio tra le due forze più votate qualora nessuno raggiunga al primo turno il 40% dei voti.

CAPITALE ALLO SBANDO
Non è casuale la presenza di Tosi a Roma al convegno “Idee, Identità, Idealità” organizzato dal Movimento Patriae e moderato dalla giornalista de La Notizia Monica Tagliapietra. Il sindaco di Verona è piombato nella Capitale proprio nei giorni più caldi per l’amministrazione di Ignazio Marino. E ha invocato un ritorno alle urne: “Roma è senza amministrazione. Marino dovrebbe dimettersi. Se poi è così sicuro di godere della fiducia dei romani può ripresentarsi”. Per l’emergenza migranti, che pure si lega alla questione romana e non solo, Tosi propone un nuovo modello che punti ad aiutare i “disperati” investendo risorse nelle loro terre. Per quelli presenti nel nostro Paese, invece, propone di non sprecare risorse mettendoli a lavorare.