Toti adesso si sveglia e prova a salvare la faccia. Dopo averla tanto difesa, il governatore ligure fa causa ad Aspi

di Davide Manlio Ruffolo
Politica

Sul caso Autostrade, si è svegliato anche il presidente della Liguria Giovanni Toti. Chiaramente lo ha fatto a modo suo con un colpo al cerchio, ossia alla società dei Benetton, e uno alla botte, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, contro i quali ha aperto un contenzioso formale per la richiesta danni. Il motivo del contendere è la disastrosa situazione della rete viaria ligure che, a causa degli infiniti e innumerevoli cantieri per mettere in sicurezza le gallerie, sta rendendo un calvario la vita dei cittadini che, da due settimane a questa parte, sono costretti a ore di fila in strada sotto il sole.

“Nonostante la gazzarra stucchevole e nociva e gli annunci a mezzo stampa da parte del governo, quello passato è stato un altro weekend molto difficile sulle autostrade liguri e si preannunciano altri tre giorni assai complessi” ha spiegato Toti sottolineando che, “nonostante le rassicurazioni anche formali date dal Mit ai sindaci sulla disponibilità di due corsie per senso di marcia in tutte le tratte liguri a partire dal 10 luglio, oggi rileviamo che le ispezioni finiranno il 15 o il 16.

E da queste, discenderà un nuovo piano di lavori che potrebbe protrarsi per l’intero mese di luglio e non si sa bene quanto di più”. Per questo ha deciso di intentare causa precisando che “non avremmo voluto arrivare a questo punto, mi spiace” ma “pretendiamo di non essere vittime sacrificali di un braccio di ferro che non riguarda solo i cittadini della liguria. Oltre che a essere danneggiati, non ci stiamo a essere anche beffati”. Il primo passo di questa richiesta di risarcimento danni è la richiesta di accesso agli atti sia al Mit che ad Aspi, come spiega il consulente legale della Regione, Lorenzo Cuocolo. “Ministero e concessionaria avranno 30 giorni di tempo per rispondere e l’azione davanti al giudice civile si perfezionerà entro settembre” spiega il legale aggiungendo che “la Regione ha bisogno di vedere le carte per individuare responsabilità e tipologie di danni perché è stata tenuta all’oscuro di quanto sta accadendo”.

Così l’azione davanti al giudice civile, conclude Cuocolo: “Sarà volta a identificare due grandi categorie di danno: quello per gli enti territoriali, conseguente alla riorganizzazione di molti servizi e ai mancati introiti in termini di addizionali, e quelli di immagine” che se presenti dovranno essere risarciti.