Tra austerità e mance elettorali, maggioranza a pezzi sulla Manovra

Il governo si prepara a rivelare i numeri chiave che faranno da sfondo alla prossima Manovra oggi in Cdm. Intanto il governo si divide

Tra austerità e mance elettorali, maggioranza a pezzi sulla Manovra

Il governo si prepara a rivelare i numeri chiave che faranno da sfondo alla prossima Manovra. Arriveranno con il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp, la vecchia Nadef) atteso oggi in Consiglio dei ministri. I diversi previsori hanno rivisto leggermente al rialzo le stime convergendo su un Pil 2026 al +0,8/0,9%. È dunque probabile che il +0,6% indicato dal governo ad aprile nel Dfp possa subire un ritocco all’insù. C’è attesa anche per il dato sull’indebitamento del 2026: se, come indicato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’uscita dalla procedura per deficit eccessivo potrà essere centrata nel 2027, l’asticella non dovrebbe allontanarsi troppo dal 2,9% fissato in primavera.

Tra austerità e mance elettorali, maggioranza a pezzi sulla Manovra

Il Dpfp, come previsto dalla risoluzione parlamentare, dovrà contenere anche “l’articolazione delle misure” della prossima legge di bilancio. L’ultima prima delle elezioni e perciò maggiormente esposta agli assalti alla diligenza dei partiti di maggioranza. Ma l’ingordigia in chiave elettorale dovrà tener conto anche degli scarsi margini di manovra del governo, considerato che siamo rimasti nella procedura d’infrazione e dopo il no a una maggiore richiesta di flessibilità arrivata da Bruxelles. Non è un caso che alta sia la confusione nel governo con dichiarazioni di ministri e viceministri che si contraddicono tra loro.

Contraddizioni

“Con tutta sincerità vi devo dire sarà una legge di bilancio difficile. Per l’effetto dell’inflazione, per effetto della tenuta dei conti pubblici, per effetto del debito pubblico nel momento in cui noi andiamo a fare emissione dei titoli”, ha affermato il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. “Avete visto lo spread, lo abbiamo tenuto sempre sotto controllo e per effetto dell’aumento di energia sta arrivando a 100”. A Leo scappa la frizione: “Dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po’ più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cosa è successo in Grecia tanti anni fa”, afferma. E poi, forse ripreso dai piani alti, corregge il tiro con una nota in cui sostiene che i nostri conti sono solidi, dunque nessun paragone con la Grecia.

Il vicepremier e ministro leghista, Matteo Salvini, sostiene invece che “in un momento complicato in cui l’inflazione torna a impennare devi fare una Manovra importante, coraggiosa”. Interviene Giorgetti sibillino a dire che sarà una Manovra “seria”. Nel menu, in cui sembra ormai certa l’estensione del taglio dell’Irpef al 33% ai redditi fino a 60.000 euro, entrerà con molta probabilità anche la flat tax al 5% sugli aumenti retributivi dei giovani. Nel capitolo casa si va verso la conferma del bonus al 50% sulla prima abitazione e al 36% sulla seconda, che senza proroga dal 2027 scenderanno al 36% e 30%. In pole position anche la cedolare secca per i negozi, ma “entro determinati limiti”: per rifarla come nel 2019, al 21% con un tetto di 600 mq di superficie, servono 163,4 milioni.