Nessuno peggio dell’Italia. Il nostro Paese è quello, in Europa, con il maggior numero di procedimenti penali aperti per reati contro l’Ue. Parliamo di 991 procedure per un danno potenziale di 28,71 miliardi di euro. Giusto per dare un’idea: la Romania è seconda (ovvero penultima) con 535 procedure, la Germania terza con 360. Una bella differenza. Il dato emerge dal bilancio di fine anno dell’Eppo, la procura europea, che in Italia conta venti magistrati.
E tra le cifre più rilevanti ci sono quelle relative ai casi aperti per truffe riguardanti i fondi del Pnrr: lo scorso anno sono stati 331. Per Andrea Venegoni, procuratore europeo per il nostro Paese, però il problema non è il fatto che l’Italia sia in cima a questa tutt’altro che onorevole classifica, perché a suo giudizio questo indica che “la capacità investigativa” del nostro Paese sia “più sviluppata”.
Tra frodi e Pnrr, il rapporto della procura europea
In generale, il 2025 si contraddistingue per un aumento delle attività d’indagine: i casi attivi sono stati 3.602 in Europa, in crescita del 35% rispetto al 2024. E il danno stimato è da record, a quota 67,27 miliardi di euro che pesano sui bilanci Ue e nazionali. La cifra è quasi triplicata rispetto ai 24,8 miliardi dell’anno prima. Oltre due terzi del danno, ovvero circa 45 miliardi, derivano da frodi sulle entrate, come nel caso di Iva e dogane. Invece è particolarmente alto, in termini di indagini attive, il numero di casi di frode nella spesa relativa a fondi e aiuti europei: rappresentano il 68% del totale, per un danno economico complessivo stimato in 18,67 miliardi (il 27% del totale).
A preoccupare ci sono poi le frodi legate al Recovery fund: parliamo di 512 casi attivi, con un aumento del 66,7% rispetto all’anno precedente. E su questo fronte il rischio di frodi e corruzioni aumenta con l’accelerazione dei pagamenti dei piani nazionali prevista quest’anno, con la fine del Recovery. Molto alto è il tasso di condanna, vicino al 95%, dimostrando un’alta efficacia dell’azione penale. I rinvii a giudizio sono stati 275, con un aumento del 34% rispetto all’anno precedente. Dal punto di vista patrimoniale, i giudici hanno emesso ordini di congelamento per un valore di 1,13 miliardi di euro e il valore dei beni effettivamente congelati è stato pari a quasi 299 milioni di euro per l’intero anno. Sono aumentate del 6% le segnalazioni totali, avvicinandosi a quota 7mila. La maggior parte delle denunce (oltre 4.600) è arrivata dai privati e dalle autorità nazionali (2.107). Basso, invece, il numero di segnalazioni che proviene da istituzioni, organi e agenzie dell’Ue (143).