Una sfilza di rincari. Il 2026 si apre con aumenti per gli italiani su diversi fronti: dalle autostrade alla benzina, dalle sigarette alle transazioni finanziarie, passando per i piccoli pacchi. Da ieri sono scattati diversi aumenti, legati soprattutto all’ultima Manovra appena approvata in Parlamento. Vediamo quali sono i principali aumenti e chi colpiscono.
Tutti i rincari per gli automobilisti
Una delle maggiori stangate è quella che riguarda gli automobilisti, colpiti su più fronti. Innanzitutto i pedaggi autostradali: con l’adeguamento tariffario legato all’inflazione il costo sale dell’1,5% per quasi tutte le concessioni, con poche eccezioni. A crescere è anche il costo dei carburanti, perché la parificazione delle accise per benzina e diesel cela, in realtà, un maggiore introito per lo Stato.
La ragione riguarda il fatto che in Italia sono più le vetture alimentate a diesel che quelle a benzina. La Manovra ha infatti previsto una riduzione dell’accisa sulla benzina di 4,05 centesimi al litro e un aumento di quella per il gasolio della stessa cifra. Ma, considerando il maggior numero di veicoli diesel, alla fine gli italiani pagheranno di più in carburanti. Considerando anche l’Iva, l’impatto complessivo dovrebbe essere di cinque centesimi al litro. Per gli automobilisti arrivano rincari anche sull’assicurazione: l’aliquota sulle polizze accessorie per rischi di infortunio al conducente e rischio di assistenza stradale sale al 12,5%.
Accise e tasse: cosa aumenta
Un altro aumento riguardante le accise è quello per le sigarette e il tabacco trinciato. Nel triennio 2026-2028 è infatti previsto un aumento progressivo dell’importo minimo fisso delle accise. Per le sigarette i rincari saranno mediamente di 15 centesimi a pacchetto per il 2026, poi 25 centesimi nel 2027 e alla fine si arriverà a 40 centesimi in più a pacchetto dal 2028. Aumenti che varranno anche per le sigarette elettroniche.
Un altro balzello arriva con la nuova tassa sui pacchi. Una misura pensata per contrastare il commercio di prodotti low cost provenienti soprattutto dalla Cina, attraverso piattaforme come Temu o Shein. Dall’1 gennaio è scattato un contributo di 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue.
Le tasse finanziarie e l’imposta di soggiorno
Tra le tante tasse del nuovo anno, c’è anche il raddoppio della Tobin tax, ovvero l’imposta sulle transazioni finanziarie: l’aliquota raddoppia passando dallo 0,2% allo 0,4%. Una nuova stangata è invece prevista per la tassa di soggiorno: i Comuni potranno incrementare l’imposta a carico dei turisti fino a 2 euro in più per notte. In Lombardia e Veneto, nei comuni a non più di 30 chilometri dalle sedi delle Olimpiadi di Milano-Cortina, sarà possibile incrementare la tassa di soggiorno fino a 5 euro.