Tracollo del Monte dei Paschi. Per Profumo è un triste addio. L’aumento di capitale da 3 miliardi è già un calvario

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Una banca nel caos. E si fa sempre più cupo il percorso di uscita del presidente Alessandro Profumo. Ieri nel secondo giorno di aumento di capitale della banca c’è stata una pioggia di vendite: le azioni hanno perso il 16,82% a 1,78 euro, tra scambi pari al 22,3%, e i diritti hanno ceduto il 9,28% a 5,57 euro, tra scambi pari al 9,77%. Prima dell’aumento le azioni valevano 9,448 euro. A due giorni dall’avvio dell’operazione i due titoli in cui le stesse azioni si sono scisse (azione rettificata e diritto, su cui si concentra ora gran parte del valore della banca) valgono complessivamente 7,55 euro. Per gli azionisti si tratta di una perdita del 20 per cento. Non si è ripetuto lo schema di ieri, quando le azioni non sono mai riuscite a fare prezzo, ma la seduta dopo l’avvio regolare è trascorsa tra continue sospensioni in asta di volatilità. Fortissimi gli scambi con il 9% dei diritti passati di mano e quasi il 19% delle azioni scambiate.

IL TUNNEL
L’aumento di capitale da 3 miliardi di Banca Mps è stato deciso dal Cda di venerdì scorso. A undici mesi dall’ultima manovra da 5 miliardi, il Monte dei Paschi chiede altri fondi al mercato con uno sconto del 38,9%, superiore al 35,5% concesso un anno fa. L’operazione prevede che agli azionisti verranno offerte 10 azioni di nuova emissione per ogni azione già posseduta, al prezzo di 1,17 euro ciascuna. La Fondazione Monte dei Paschi di Siena intanto ha annunciato ieri in una nota di esser scesa all’1,55% di Banca Mps e di essere intenzionata a sottoscrivere l’aumento di capitale in corso per tale quota. Nelle precedenti comunicazioni in Consob l’ente senese risultava al 2,5% del capitale di Mps, nell’ambito tra l’altro del patto a suo tempo stretto con Fintech e Btg Pactual. Ieri la Fondazione ha annunciato che a seguito di operazioni di cessione effettuate sul mercato la scorsa settimana la quota è scesa dapprima il 20 maggio all’1,86% e dunque al di sotto della soglia del 2%. Nella successiva giornata del 21 maggio la partecipazione è quindi scesa all’1,55%.

L’ARRETRAMENTO
Tale quota, ha spiegato Palazzo Sansedoni, “rappresenta il target di partecipazione in relazione al quale si procederà alla sottoscrizione del prossimo aumento di capitale”. “La decisione assunta – ha precisato quindi la Fondazione Mps – comporta un ulteriore impegno finanziario per la Fondazione e conferma la valenza strategica dell’interessenza nella conferitaria nel solco del mantenimento del legame con il territorio. E si colloca nell’ambito del processo di controllo del grado di diversificazione del patrimonio della Fondazione e del valore della partecipazione”. Anche Btg Pactual ha limato la propria quota all’1,9% dal precedente 2 per cento. Da un avviso pubblicato su alcuni organi di stampa si è appreso che il patto parasociale che lega la Fondazione Mps, Btg Pactual e Fintech è sceso dal 9 al 5,48%.