Transizione ecologica. È ora di investire nell’acqua. L’Anbi ha già pronti progetti cantierabili per 4,5 miliardi

Anbi Gargano
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Lunedì sarà la giornata mondiale dell’acqua e stiamo cercando i responsabili di un problema: chi sta prosciugando i pozzi del pianeta? L’agricoltura è da sempre la prima indiziata, ma il direttore generale dell’Anbi – l’Associazione nazionale dei consorzi di bonifica – Massimo Gargano, ha tutt’altra spiegazione. In effetti convincente.

“Se parliamo di economia circolare non c’è elemento più riciclabile dell’acqua in agricoltura. Persino nella coltura più idroesigente, com’è il riso, la quasi totalità dell’acqua impiegata torna nelle falde, facendo un percorso virtuoso prima di disperdersi in mare. È questo deflusso che crea le aree sorgive tipiche del nostro inimitabile paesaggio, ci permette di produrre energia idroelettrica, è un volando di accoglienza e turismo”.

Siamo sette miliardi. Non possiamo sprecare un goccio d’acqua.
“Oggi l’agricoltura italiana utilizza il 40% dell’acqua contro il 60% di solo venti anni fa. Si sono fatti enormi balzi tecnologici con le micro-irrigazioni, e altri siamo pronti a farne con la costruzione di invasi intelligenti, anche con l’ausilio dei satelliti, per conservare l’acqua quando non c’è e trattenerla quando è troppa. Non c’è risparmio d’acqua se non se ne fa un uso sostenibile e intelligente. Tanto che come Anbi abbiamo proposto l’assegnazione della goccia verde: un certificato che attesti l’utilizzo virtuoso e sostenibile delle risorse idriche”.

Con i fondi del Recovery Plan si potranno fare miracoli. Ma lei ai miracoli ci crede?
“Posso raccontare un aneddoto. Con il decreto Rilancio il precedente Governo Conte ha stanziato 500 milioni per garantire i mutui necessari a molti consorzi di bonifica messi in ginocchio dalla pandemia. C’è voluto quasi un anno, lavorandoci moltissimo, e non per colpa dei decisori politici, per avere il decreto subito firmato dal neoministro Patuanelli. Più che i miracoli io vedo la burocrazia”.

Questo è un problema, certo. Ma anche peggio è avere dei soldi senza i progetti per spenderli bene. Il mondo dei consorzi di bonifica qui com’è messo?
“Meglio di molti altri settori economici. Con Coldiretti, Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Terna, Eni e altri abbiamo sviluppato idee per ottimizzare l’uso dell’acqua e abbiamo decine di progetti subito cantierabili su tutto il territorio nazionale. Invasi e altre medie e micro-strutture che possono dare un contributo fondamentale alla transizione ecologica e alla sicurezza idrogeologica del Paese. Oltre a muovere 4,5 miliardi. Come Anbi stiamo spingendo i contratti di fiume, per impedire le barbarie del passato. Per noi la giornata mondiale dell’acqua è ogni giorno”.