“Contrariamente a chi minimizza, definendo queste misure” del governo “‘inefficaci’ o semplice ‘rumore politico’, questo dossier sostiene che ci troviamo di fronte a un tassello organico di un progetto eversivo. Non si tratta di norme simboliche, ma di un impianto sistematico volto a trasformare progressivamente lo Stato di diritto in uno Stato di polizia, di fatto esautorando le garanzie costituzionali a tutela dell’esercizio di molte libertà civili, innanzitutto quella di riunione e di manifestazione del pensiero”.
È quanto si legge nel dossier “Assalto alla Costituzione” dei Giuristi Democratici sul dl Sicurezza presentato ieri al Senato con Avs. Per i giuristi democratici “l’approvazione dell’ultimo Dl sicurezza, lo scorso 5 febbraio, non rappresenta un episodio isolato, ma il culmine di una strategia che impone una riflessione profonda sulla tenuta democratica delle nostre istituzioni”.
“Colpiti i pilastri della democrazia”
“In un Paese statisticamente sicuro, il potere politico della Destra agisce tramite la costruzione di un nemico sociale da colpire e ingabbiare”, sottolineano i Giuristi. “Le norme introdotte colpiscono direttamente i pilastri fondamentali e le garanzie costituzionali della nostra Repubblica, violando tutta una serie di articoli della nostra Carta fondamentale che si pongono a garanzia del dissenso politico e dell’esercizio dei diritti civili”.
Torture al minorile Casal del Marmo, dieci gli agenti indagati
E un allarme democratico suscita anche l’inchiesta che ha portato la procura di Roma a indagare dieci agenti penitenziari accusati a vario titolo, di tortura, lesioni e falso ideologico. Per gli inquirenti avrebbero preso a schiaffi, pugni, avrebbero aggredito con sedie, mazze di ferro ed estintori i detenuti dell’istituto penale minorile Casal del Marmo di Roma. Violenze accompagnate da gravissime minacce come “Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata”, avvenute tra febbraio e novembre scorso.
Dalle carte dell’inchiesta emerge che nel mirino sono finiti 13 detenuti dell’istituto, tutti stranieri, tra i 15 e i 19 anni. Le aggressioni si sarebbero consumate principalmente di notte e in zone del carcere non coperte dalle telecamere. Gli agenti avrebbero infierito anche quando le vittime erano a terra, addirittura all’interno dell’infermeria. I loro racconti sono stati raccolti dall’associazione Antigone che a luglio aveva depositato un esposto in Procura. Si tratta della seconda inchiesta per le violenze in un carcere minorile, la prima aveva coinvolto il personale dell’istituto Beccaria di Milano.
Col dl Caivano, raddoppiati i minori dietro le sbarre
Con il Decreto Caivano, la popolazione carceraria minorile è quasi raddoppiata. La norma, infatti, ha inasprito le misure detentive, facilitato il trasferimento nei carceri per adulti al compimento dei 18 anni e limitato la sospensione del processo con messa alla prova. Secondo i dati di Antigone a fine 2022 (prima che il decreto Caivano entrasse in vigore), i minori reclusi erano 381; a fine 2024 erano saliti a 587; a fine 2025 erano 572, ma ad aprile 2025, con 611 presenze, si era segnato il dato più alto degli ultimi anni.