Bastano tre settimane di mascherina Ffp2. È la ricetta di Crisanti per evitare il lockdown. “Arriveremo alle prime settimane di gennaio con livelli di trasmissione elevata”

ANDREA CRISANTI
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Tre settimane di mascherina FFP2, per evitare il lockdown e fermare l’avanzata della variante Omicron. È quanto propone il microbiologo all’Università di Padova, Andrea Crisanti. “Non credo – ha detto a Tgr Leonardo – che vi siano misure in grado di mitigare i contagi fino dopo Natale. Arriveremo alle prime settimane di gennaio con livelli di trasmissione elevata”.

“Se vogliamo evitare il lockdown – ha aggiunto l’esperto – dovremo mettere in campo una misura innovativa, mai provata prima, che ha un effetto pauroso sull’indice di trasmissione: mettiamoci tutti quanti, e per tre settimane, la mascherina Ffp2, sui trasporti, al cinema, al teatro , rimodulando l’accesso ai ristoranti e alle discoteche”.

La mascherina FFP2 “ha lo stesso effetto di un lockdown: abbatte la trasmissione del 98%, e non esiste nulla che abbia questo effetto”. Quanto al vaccino, Crisanti ha sottolineato che “se gli ospedali non sono sovraccarichi e’ sicuramente un suo merito”. Il vaccino “è una sicurezza, ma dura meno di quanto ci si aspettasse verso la variante delta”.

“In più – ha detto ancora Crisanti – abbiamo la complicazione portata da Omicron, che rispetto al virus ha moltissime sostituzioni. Significa che noi con il vaccino abbiamo indotto il sistema immunitario a produrre anticorpi contro il virus, ma l’anticorpo è come una chiave che permette di aprire una serratura”. Omicron “è una serratura diversa, e quindi gli anticorpi hanno una efficacia molto minore, con implicazioni sia sul vaccino che sugli anticorpi monoclonali”.

Per Crisanti un’altra possibile misure per contrastare il Covid è legata alla riduzione della durata del Green Pass. “Ma da quanto tempo lo dico che il Green pass deve durare 6 mesi e non di più? Da un anno”, ricorda il virologo sottolineando che “siamo troppo lenti rispetto al virus e prendiamo delle decisioni che non sono basate sull’analisi tempestiva dei dati e della realtà”.

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