Altre tre archiviazioni entrano nel “curriculum” della trasmissione Report. Stavolta i procedimenti erano stati promossi da: l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e consorte, la giornalista del Tg2, Federica Corsini; dall’ex sottosegretario leghista Armando Siri e infine dal professor Nicolò Zanon, ex vicepresidente della Corte Costituzionale, già membro del Csm, già Presidente del Comitato nazionale per il referendum sulla giustizia “Si Riforma”.
Nessuna diffamazione a Sangiuliano e consorte
Ma andiamo con ordine. La prima archiviazione è arrivata dal Tribunale di Roma nell’indagine che vedeva coinvolti, per l’accusa di interferenze illecite, il conduttore del programma, Sigfrido Ranucci e il giornalista Luca Bertazzoni. Il procedimento era nato dopo una denuncia presentata da Sangiuliano e dalla moglie, alla luce dell’ormai famosissimo audio (già giudicato di interesse pubblico dell’Ordine dei Giornalisti) con il dialogo/litigio tra i due, mandato in onda dalla trasmissione di Rai3 nell’ambito del contratto dato e poi tolto dal Mic all’imprenditrice (ex amante di Sangiuliano) Maria Rosaria Boccia. Nella denuncia i coniugi chiedevano ai pm di accertare chi avesse consegnato a Report “le registrazioni illecitamente carpite e ancor più illecitamente consegnate”.
Pm e Gip per l’archiviazione
Nell’ordinanza di archiviazione il gip Rosa Maria De Lellis ha sottolineato la “condotta espressione del diritto di cronaca, rispettosa dei canoni di veridicità della notizia riportata, della continenza espositiva e dell’interesse pubblico”. Inoltre, ha spiegato che i pm “in ordine al profilo delittuoso dell’interferenza illecita inizialmente ipotizzato anche a carico degli attuali indagati, si determinavano a richiedere l’archiviazione, fornendo una incisiva motivazione alla quale, per la correttezza dell’analisi dei fatti di causa, si ritiene di aderire, ritenuta assorbente l’assenza dell’elemento soggettivo del reato”.
Inutile l’opposizione di Sangiuliano e Corsini
Una decisione contro la quale si erano opposti i legali di Sangiuliano e Corsini, che avevano sollecitato “al fine di dimostrare l’elemento psicologico della citata fattispecie criminosa” anche l’ascolto del “Direttore dell’area approfondimenti della Rai, Paolo Corsini, e l’acquisizione sia della copia forense dei supporti informatici della Boccia, sia della videoregistrazione della seduta della Commissione di Vigilanza Rai in Parlamento“.
Una richiesta bocciata dalla gip, la quale ha ritenuto che “la vicenda illustrata e documentata dai denuncianti attraverso l’opposizione, vada dichiarata inammissibile, con conseguente accoglimento dell’archiviazione formulata dai pm, che nel merito si condivide in ogni sua parte”.
Per il magistrato “non vi è alcun elemento per ritenere che i giornalisti di Report fossero consapevoli del luogo in cui avveniva la conversazione privata, intercorsa tra i coniugi Sangiuliano e Corsini, mandata in onda, in minima parte, nella puntata dell’8 dicembre del 2024″.
Boccia: “Ristabilito il diritto di cronaca”
“La decisione della Procura di Roma di archiviare definitivamente l’inchiesta nei confronti dei giornalisti di Report e del suo conduttore Ranucci ristabilisce un principio essenziale in una democrazia: il diritto di cronaca non può essere intimidito quando racconta fatti veri e di interesse pubblico”, ha commentato la Boccia in una nota. “I magistrati hanno riconosciuto che quanto trasmesso rientrava pienamente nei canoni del diritto di cronaca: veridicità della notizia, continenza espositiva e interesse pubblico – aggiunge -. Non una, ma due volte. Prima con l’archiviazione, poi respingendo l’opposizione presentata dai denuncianti”.
La Procura “ha quindi ritenuto che la diffusione di tali informazioni rientrasse nell’ambito dell’attività giornalistica e del diritto di cronaca su questioni considerate di interesse pubblico”, conclude l’imprenditrice.
A vuoto anche le denunce di Siri e Zanon
Le altre due archiviazioni, invece, le ha svelate lo stesso Ranucci con un post sui social: “Archiviata anche denuncia di Siri per aver pubblicato mail dove si raccontava del suo ruolo e del prof. Mollica sulla costruzione del Ponte di Messina”.
“E l’Agcom”, ha quindi aggiunto il conduttore, “ha archiviato anche la denuncia da parte del Presidente Zanon del comitato Si riforma, ex membro della Corte Costituzionale, secondo il quale il sottoscritto aveva violato Par Condicio. Non è così. Siamo felici che la bontà del metodo di lavoro di Report sia stata ancora una volta confermata”.
La trasmissione di inchiesta tornerà in onda da domani, 12 aprile, dalle 20.30, naturalmente su Rai3.