Tregua finita, Unioni civili alla Camera: il centrodestra ora fissa altri paletti. E insiste per ottenere modifiche al testo

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Un accerchiamento alle Unioni civili. Con lo stop definitivo – addirittura internazionale – all’utero in affitto. Per allontanare qualsiasi tentazione di ritorno sulla stepchild adoption. Il centrodestra alla Camera è partito all’attacco nei giorni in cui il testo – l’ex ddl Cirinnà – è in discussione nella commissione Giustizia. A Montecitorio, infatti, sono state presentate tre diverse mozioni provenienti dall’area moderata e conservatrice. Con un obiettivo chiaro: mettere al bando la maternità surrogata, con tanto di richiesta di vietarla anche in altri Paesi.

RIAPRIRE LA PARTITA – Ma al centro c’è anche un altro intento da parte dei moderati: riaprire il discorso sulle Unioni civili, magari inserendo nella legge proprio un riferimento al “no” nei confronti della pratica dell’utero in affitto. “Purtroppo dal Partito democratico c’è solo un’apertura formale al dialogo”, dice a La Notizia la deputata di Area popolare (Ap), Paola Binetti. Dunque, il provvedimento non cambia? “Il Pd ha almeno frenato sui tempi e consente una discussione meno frenetica. Ma, dopo aver trovato l’accordo al suo interno, respinge qualsiasi emendamento presentato”. La ragione di questo approccio è pratica: qualsiasi virgola cambiata porterebbe il disegno di legge di nuovo al Senato, dove i numeri sono molto fragili, come è emerso dalla prima drammatica lettura. Ma Binetti lascia trasparire il proprio disagio: “Non sono sicura di votare questo testo”.

IL REATO DI MATERNITÀ SURROGATA – Se sulle Unioni civili ci sono degli spiragli, sull’utero in affitto c’è una sentenza ideologica: “Un peccato mortale”, lo definisce Paola Binetti. E per rendere chiara l’entità della battaglia, una delle mozioni discusse alla Camera porta la prima firma del presidente dei deputati di Ap, Maurizio Lupi. Nel testo la maternità surrogata viene definita “una nuova forma di mercato di esseri umani”. Binetti dice La Notizia: “Questa pratica avviene con donne in condizioni di povertà. Quindi loro per provvedere ai bisogni di un figlio sono costrette a darne un altro. È una cosa che lascia sbalorditi”. Anche da Forza Italia, con la mozione di Mara Carfagna, c’è una netta presa di posizione: “È una pratica che lede la dignità delle donne, i diritti umani di donne e bambini, perché viola il principio dell’indisponibilità del corpo umano e viola il diritto del bambino a non essere utilizzato come merce di scambio”. Non cambia la musica nel testo depositato da Eugenia Roccella del Gruppo Misto e aderente al movimento Idea.

E del resto sulla questione della maternità surrogata c’è anche un ampio consenso in Parlamento. Lo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si era detto contrario. “Certo – incalza però Binetti – dopo le dichiarazioni bisogna agire di conseguenza”. Tuttavia, dal Movimento 5 Stelle fanno notare un errore formale: “C’è una mancanza di requisiti che rendano percorribile la strada indicata da alcune mozioni. Non si può chiedere a un Paese di rendere illegale qualcosa”.

Twitter: @SteI

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