A Trieste violenze inaccettabili. Per Draghi è l’ora di metterci la faccia. Parla l’eurodeputato M5S, Giarrusso: “Bisogna informare i cittadini”

Trieste Giarrusso
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Onorevole Dino Giarrusso, a Trieste c’è stato lo sgombero del porto da parte della polizia. Che idea si è fatto?
“È sempre una sconfitta quando si arriva allo scontro. Credo nel dialogo e nella possibilità di trovare una posizione che metta d’accordo tutti. Purtroppo non è andata così. Da quanto mi dicono la protesta – legittima – dei portuali era finita ma qualcuno ha provato a inserirsi a cose fatte per ribadire le tesi No Vax. Nonostante ciò l’intervento della polizia è una sconfitta e Draghi dovrebbe metterci la faccia. Mi ricordo che sotto la presidenza di Giuseppe Conte abbiamo avuto i momenti più drammatici dal dopoguerra, penso al lockdown o al coprifuoco, e Conte ci ha sempre messo la faccia andando in tv a spiegare quanto accadeva, questo ha reso meno duri quei momenti, perché la gente capiva, riceveva spiegazioni, poteva ascoltare il Presidente del Consiglio e comprendere la realtà è la ratio sottostante a delle scelte. Un’azione forte a maggior ragione andrebbe spiegata, e Draghi dovrebbe comunicare, rispondere alle domande, essere presente. Un popolo che non comprende la realtà, è più facilmente preda dei pifferai e dei complottismi”.

C’è chi sostiene che a Trieste c’è stato uso spropositato della forza a fronte dell’inazione negli scontri di Roma. Il paragone regge?
“Si tratta di due casi completamente differenti e non si possono paragonare. L’assalto alla Cgil è stato gravissimo e sono stato il primo ad andare in piazza a Roma a manifestare, cosa che avrei fatto anche se avessero colpito un altro sindacato o partito o qualunque organizzazione. La violenza è sempre da condannare, specie quand’è portata avanti da estremisti e criminali. Nel caso di Trieste, invece, l’uso della forza da parte della polizia è il sintomo dell’incapacità di trovare una sintesi che calmasse le acque. Vede sono dispiaciuto soprattutto perché quanto accaduto potrà gettare ulteriore benzina sul fuoco, specie considerando che ci sono politici sciacalli che non aspettavano altro, ed altra benzina significa altri potenziali disordini”.

Intanto Salvini cavalca la vicenda e torna alla carica della Lamorgese…
“Salvini è al governo e può chiedere spiegazioni a Draghi e al Ministro in sede opportuna. La verità è che Salvini e Meloni sono in grande difficoltà, come si vede dai disastrosi risultati elettorali, e ora stanno cercando di portare acqua al loro mulino lucrando sul malessere di molti, aizzando rabbia e insoddisfazione dopo 20 mesi di Covid”.

A suo parere cosa non sta funzionando nella gestione del malumore delle piazze?
“Penso che non si sta riuscendo a dialogare perché si è perso il rapporto diretto con i cittadini. Vede anche la scelta del Green Pass, utile per la tutela della Salute, comporta sacrifici che vanno spiegati. Personalmente ho proposto che, per lo meno nei primi mesi, i tamponi fossero gratuiti o forniti a un prezzo simbolico. Dobbiamo renderci conto che imporre ai lavoratori di spendere 30 o 40 euro alla settimana per i tamponi è problematico. Perché il Presidente del Consiglio non dice una parola su questo? Così c’è il rischio di dare energia ai distruttori, invece è il momento di costruire”.

Dopo quanto accaduto, è preoccupato?
“Ho paura che il popolo, stremato da quasi due anni di pandemia, possa sentirsi abbandonato dallo Stato perché non c’è più nessuno che gli parla. Draghi deve metterci la faccia e tutta la politica abbandonare la tentazione di aizzare strumentalmente questa rabbia. Mi preoccupa la possibile recrudescenza di atti di violenza o anche la sfiducia nelle istituzioni di cui il non voto è spia evidente. Quando il popolo sente di aver subito un torto si disaffeziona e pensa di essere solo, a quel punto qualunque reazione è possibile”.