Troppi appalti opachi alla Difesa e all’Istruzione. La Corte dei Conti bacchetta i due dicasteri e indica la nuova rotta

di Fausto Tranquilli
Politica

Troppe stazioni appaltanti, scarsa trasparenza e troppi affidamenti diretti. Numerose le critiche fatte dalla Corte dei Conti ai ministeri della Difesa e dell’Istruzione dopo aver analizzato la gestione degli acquisti di beni e servizi da parte dei due dicasteri. Per i magistrati contabili “è necessario ridurre le stazioni appaltanti”. Controlli fatti sulla gestione precedente dei due ministeri e di cui dovranno ora tenere conto i ministri Lorenzo Guerini (nella foto) e Lucia Azzolina.

Tutto con l’obiettivo di rendere l’uso delle risorse pubbliche sia legittimo che proficuo. “Per il buon andamento e la trasparenza dell’azione amministrativa – sottolinea la Corte dei Conti – i dati dovrebbero essere di immediata disponibilità. Al contrario, la distribuzione degli affidamenti tra le possibili modalità non risulta adeguatamente monitorata dalle amministrazioni, così come il ricorso alle procedure aperte e ristrette è risultato poco rilevante”.

I magistrati hanno quindi specificato che la recente normativa ha previsto per gli acquisti sottosoglia il ricorso all’affidamento diretto, ma che l’elevato numero di contratti che rientrano nell’ambito di tale valore può produrre il rischio di sottrarre al mercato una percentuale significativa degli affidamenti, a discapito della libera concorrenza. Per i servizi offerti da Consip, sono inoltre state riscontrate criticità riconducibili “alla mancanza di continuità tra la scadenza delle convenzioni e il rinnovo delle stesse e a discordanze tra quanto previsto nelle condizioni generali e nella normativa”.