Troppi debiti, dopo L’Unità muore pure Democratica. Adesso il Pd punta ad evolversi e studia un nuovo strumento web che potrebbe ispirarsi a Rousseau

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Dopo L’Unità, anche Democratica, l’organo ufficiale del Partito Democratico, si appresta a chiudere i battenti. A darne notizia su Twitter è il vice direttore, Mario Lavia, che aggiunge di non conoscere il motivo della decisione. Stando a quanto si apprende, si tratterebbe di un passaggio dovuto al nuovo progetto messo in campo dal partito e dal segretario Nicola Zingaretti, fin dalla campagna congressuale, quando il leader dem parlò di una piattaforma web da mettere in campo come sede di discussione di dirigenti – anche a livello locale – e per coinvolgere la base nelle scelte sui temi più caldi. Un’iniziativa in linea con quanto fatto e messo in campo dagli alleati di Governo del Movimento cinque stelle.

Parliamo, infatti, di un nuovo strumento per coinvolgere la base e che dovrebbe fare capo alla fondazione culturale diretta da Gianni Cuperlo. “Molti mi chiedono perché Democratica non esca più, semplice, è stata chiusa e non so dire le ragioni”, ha scritto come detto il vicedirettore Lavia su Twitter. A quanto si apprende, però, alla base della decisione ci sono problemi di natura amministrativa, legati ai problemi di bilancio che il Pd si è trovato ad affrontare dopo le elezioni del 2018 e dopo il taglio ai finanziamenti pubblici ai partiti. La testata, che nacque durante la segreteria di Matteo Renzi, per ora è stata sospesa, ma si starebbe già studiando la nuova piattaforma per consentire un confronto orizzontale tra dirigenti e tesserati. Una sorta di Rousseau in formato dem.

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