Trump licenzia James Comey. Il capo dell’Fbi stava indagando sul Russiagate. “Serve qualcuno che obbedisca al dipartimento Giustizia”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Con una mossa inaspettata il presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha licenziato il capo dell’Fbi, James Comey.  “L’Fbi è una delle istituzioni più rispettate e oggi, con l’uscita di James Comey, ‘si apre una nuova era per il gioiello della corona del sistema giudiziario”, ha affermato Trump, “La ricerca di un nuovo direttore inizierà immediatamente”. Comey era stato nominato da Obama nel 2013.

Soltanto qualche giorno fa Comey aveva testimoniato alla commissione di Capitol Hill sulle possibili relazioni tra il comitato elettorale che ha gestito la campagna di Trump e il governo di Mosca. La Casa Bianca ha spiegato che la decisione è stata presa in base alle raccomandazione del vice ministro della Giustizia, Rod Rosensteni, e del ministro della Giustizia, Jeff Sessions, che aveva già spiegato che il direttore dell’Fbi “deve essere qualcuno che segue fedelmente le regole e i principi” del dipartimento della Giustizia, qualcuno che “dà il giusto esempio” a chi deve far rispettare la legge. Sessions era stato contestato per la gestione del Russiagate.

Il vice della Giustizia Rosensteni, invece, aveva diffuso una memoria in cui spiegava di non potere difendere il modo in cui Comey aveva gestito l’inchiesta sulle mail di Hillary Clinton. Sarà questo il motivo del licenziamento? O come sostengono alcuni democratici la decisione è scaturita dopo l’intensificarsi degli accertamenti su possibili relazioni tra gli uomini di Trump e Mosca? Le relazioni sarebbero quelle del consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn con Mosca.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA