Trump prepara una nuova stretta sulla Corte penale internazionale. Secondo la Reuters a breve il tycoon annuncerà sanzioni contro l’intera Cpi

Trump prepara la stretta contro la Corte penale internazionale. Secondo la Reuters a breve il tycoon annuncerà sanzioni contro l'intera Cpi

Trump prepara una nuova stretta sulla Corte penale internazionale. Secondo la Reuters a breve il tycoon annuncerà sanzioni contro l’intera Cpi

Donald Trump sembra pronto a riprendere la sua personale crociata contro la Corte penale internazionale (Cpi). A rivelarlo è Reuters, che cita due fonti interne all’amministrazione americana, secondo cui il presidente degli Stati Uniti ha preparato sanzioni contro l’intera Corte e potrebbe annunciarle a breve. Questa mossa, a differenza della precedente ondata di misure che riguardavano singoli giudici e procuratori della Cpi, dovrebbe prendere di mira direttamente l’organizzazione.

Le indiscrezioni di Reuters trovano conferma anche sulle pagine del Wall Street Journal, secondo cui la decisione del tycoon potrebbe essere finalizzata già questa settimana, in coincidenza con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Di fatto, l’amministrazione Trump punta a esercitare pressione sulla Corte affinché rinunci ai mandati d’arresto nei confronti di dirigenti israeliani, in particolare del primo ministro Benjamin Netanyahu, e contesta anche la precedente indagine sulle presunte violazioni commesse dalle forze americane in Afghanistan.

Trump prepara una nuova stretta sulla Corte penale internazionale. Secondo la Reuters a breve il tycoon annuncerà sanzioni contro l’intera Cpi

Quella portata avanti dal presidente degli Stati Uniti e dalla sua amministrazione è una vera e propria campagna contro la Cpi. A luglio, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva lanciato un’iniziativa per isolare la Corte, istituita nel 2002 per perseguire i crimini di guerra, i crimini contro l’umanità e il genocidio, ma alla quale gli Stati Uniti non hanno mai aderito, invitando altri Paesi ad abbandonarla.

Le nuove sanzioni, che questa volta sarebbero rivolte contro l’intera Corte, potrebbero avere conseguenze significative sull’organizzazione e sulle entità che collaborano con essa. Secondo il Wall Street Journal, infatti, le misure potrebbero incidere pesantemente sul funzionamento della Corte penale internazionale. Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche il divieto, per cittadini e imprese statunitensi, di effettuare determinate transazioni con la Cpi senza una specifica autorizzazione dell’Office of Foreign Assets Control, l’ufficio del Dipartimento del Tesoro americano incaricato di applicare le sanzioni economiche.

Si tratterebbe di un ulteriore salto di livello nella pressione esercitata da Washington sulla Corte. Finora, infatti, gli Stati Uniti avevano colpito singoli esponenti della Cpi: l’ultima misura, annunciata ad agosto, ha riguardato la presidente della Corte, Tomoko Akane, e il procuratore senior Abdoulaye Seye.