Tu vuò fa l’americano in Calabria. A Catanzaro il commissario liquidatore di una Fondazione guadagna più di Barack Obama

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È mai possibile che in Calabria un commissario liquidatore di una Fondazione pubblica prenda in un anno più di Barack Obama che è, manco a dirlo, il presidente più pagato al mondo? Sì, in Italia è possibile. O, meglio ancora, come detto in Calabria è possibile. Secondo quanto racconta Il Corriere della Calabria, infatti, il commissario liquidatore della Fondazione “Tommaso Campanella” – una Fondazione pubblica, che si occupava di ricerca e sanità – l’ingegnere Andrea Bonifacio prenderà, per il suo gravoso compito, più di quanto incassa in un anno l’inquilino della Casa Bianca.

Il paragone è semplice quanto sbalorditivo: Barack Obama guadagna 400mila dollari all’anno, circa 355mila euro. Nella classifica precede Stephen Harper, primo ministro del Canada, con 260mila dollari e la cancelliera Angela Merkel con 234mila dollari. Bazzecole rispetto al compenso previsto per portare a conclusione il percorso della Fondazione Campanella. In questo caso, le enormi cifre in ballo (basti pensare che la Fondazione ha fatto causa alla Regione per un totale di 174 milioni di euro) trascinano con sé i compensi.

Il commissario e i suoi ausiliari, in particolare, hanno lavorato dalla nomina, avvenuta il 7 aprile 2015 fino “alla data odierna”, cioè il 24 marzo. Poco meno di un anno, dunque. Ebbene, Bonifacio “beccherà” qualcosa come 507mila euro.

Ma non basta. Perché accanto a quelli del commissario, spiccano i compensi dei suoi aiutanti. Alla Bdo, cioè la società di consulenza individuata per portare a termine le pratiche relative alla liquidazione della Campanella, andranno 135mila euro. Seguono le spese per la presentazione della domanda: 253mila euro per gli advisor legale (l’avvocato Giampaolo Mardegan) e finanziario (Riccardo Bonivento) e 291mila per l’attestatore (Gian Enrico Gelmetti).

Ma non è finita qui. Perché oltre il danno la beffa, considerando che la Campanella è fallita proprio per la mole di debiti contratti con i vari fornitori privati. E che i suoi dipendenti (dai medici agli infermieri), dopo la chiusura sono rimasti a spasso.

Ma per il commissario liquidatore non finisce qui. C’è un altro capitolo che lo riguarda, racconta ancora Il Corriere della Calabria. È quello della nomina del liquidatore giudiziale: “Per l’incarico – si legge nel documento spedito ai creditori e firmato dallo stesso Bonifacio –, la Fondazione ritiene di suggerire la nomina del dottor Andrea Bonifacio, attuale commissario liquidatore, per le evidenti ragioni connesse alla profonda conoscenza della situazione patrimoniale, dalle vicende storiche e dei pregressi rapporti della Fondazione”. Non c’è dubbio che Bonifacio sia la persona più adatta al compito, la migliore per recuperare quanti più fondi possibili per tutti i creditori. E non c’è dubbio che anche questa attività sarà ben remunerata. Insomma, tra i compensi per il commissario giudiziale (che è Ignazio Arcuri), quelli per il liquidatore giudiziale e gli oneri per eventuali ausiliari (periti mobiliari o legali) del commissario, la spesa prevista è di 1 milione 425mila euro. Altro che Obama.