Tutor a 5 Stelle per la Raggi, i parlamentari romani supporteranno la candidata. E il Pd parla di badanti

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Un squadra per supportare Virginia Raggi al Campidoglio. Il Movimento 5 Stelle ha già preparato il team per l’eventuale successo alle elezioni comunali di Roma. Scatenando le ironie del Partito democratico, che nel frattempo ha presentato l’ipotetica giunta. E i renziani parlano addirittura di “badanti” per la candidata pentastellata.

“Il codice etico del Movimento 5 Stelle sottoscritto dai candidati a Roma prevede che in caso di elezione a sindaco mi debba coordinare con la Giunta e, per le questioni giuridicamente complesse, con il supporto di uno staff coordinato dai garanti del Movimento”, ha spiegato su Facebook la Raggi. Che ha anche reso noto i nomi dei collaboratori. “I membri di questo ‘staff’, di cui tutti finora hanno parlato a sproposito, sono i parlamentari, gli europarlamentari e i consiglieri in Regione Lazio con cui da sempre ci coordiniamo: Roberta Lombardi, portavoce alla Camera, Paola Taverna, portavoce al Senato, Fabio Massimo Castaldo, portavoce al Parlamento europeo, Gianluca Perilli, portavoce al consiglio regionale del Lazio”.

Batti e ribatti Pd-5 Stelle
La polemica è montata in pochi minuti. Lorenza Bonaccorsi, renzianissima componente della segreteria del Pd, non ha usato mezzi termini: “La Raggi continua a farfugliare una qualche spiegazione per giustificare ai romani che non solo sarà etero diretta da Milano da un’azienda privata, la Casaleggio associati, ma avrà una squadra di badanti con il compito di controllarla”. “Al dream team della Raggi – ha aggiunto Bonaccorsi – manca solo il responsabile enti locali del direttorio Luigi Di Maio a cui il movimento deve i grandi successi amministrativi targati cinque stelle”. Per il deputato dem Andrea Romano, Beppe Grillo è pronto a visionare “anche i respiri”.  E rilancia: “Sembra la zona verde di Baghdad, una cintura di sicurezza ferrea. Il tutto naturalmente conforme al codice di controllo, penali comprese, firmate con la Casaleggio associati”. Romano intravede in questa decisione anche il commissariamento di “Di Maio, responsabile enti locali e causa dei tanti fallimenti delle amministrazioni a 5 stelle”. Per la deputata Ilaria Piazzoni le affermazioni hanno rivelato: “Zero autonomia, zero trasparenza. Una dimostrazione di totale inadeguatezza per la capitale del nostro Paese che i cittadini romani sapranno respingere”.

L’innalzamento dei toni ha provocato anche la reazione di uno dei pezzi da novanta del Movimento 5 Stelle. Il componente del direttorio, Alessandro Di Battista, un po’ a sorpresa escluso dalla squadra annunciata dalla Raggi. Anche se per molti sarà lui il vero supervisore. “Gli attacchi che sta ricevendo Virginia Raggi sono incredibili. Evidentemente per tanti cialtroni, amici dei lobbisti, ‘mungitori’ di Roma o buoni amici di Mafia Capitale la paura fa 90!”. 

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di Gaetano Pedullà

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