Tutta La Verità sulla norma salva-suocero di Conte. Fu Franceschini a volere la legge sostenuta pure da Forza Italia e FdI

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dopo mesi di battage pubblicitario da parte dei giornali di Centrodestra sulla norma salva-suocero voluta dal premier Giuseppe Conte per salvare, appunto, il suocero Cesare Paladino, padre della sua compagna Olivia, dalla condanna penale ad un anno e due mesi, si scopre la verità: è stato il ministro della Cultura, Dario Franceschini (nella foto), a volerla e dopo ampio dibattito parlamentare. Il premier, quindi, non ne sapeva nulla e la norma fu presentata – come precisa Franceschini – al Consiglio dei ministri senza che lo stesso Conte ne sapesse nulla. Cesare Paladino è infatti proprietario del prestigioso (quattro stelle) Grand Hotel Plaza situato nel centro di Roma, in Via del Corso, vicino piazza del Popolo, e non ha versato al Comune di Roma la tassa di soggiorno per 2 milioni di euro tra il 2014 e il 2018. Somma che aveva già restituito con gli interessi nel 2019, ma questo non gli aveva evitato il processo penale prima e la sentenza poi, ora annullata retroattivamente sebbene i pm si siano opposti.

Con la nuova norma, che peraltro omogenizza già le leggi per il settore turistico, ora si incorre solo in un illecito amministrativo e non più penale. La cosa in un certo senso “divertente” è che la misura legislativa che l’ha abolita aveva visto – come detto – un ampio dibattito parlamentare con l’assenso non solo della maggioranza, come è ovvio visto che Franceschini ne fa parte, ma anche con l’appoggio di Fratelli d’Italia e Forza Italia che vantano molti voti tra gli albergatori. Quindi lo sparo ad alzo zero de La Verità per fare un esempio, ha sortito il buffo effetto di un uomo che sputa contro vento ed è poi costretto dal destino “cinico e baro” a ringollarsi tutto.

Ed oltre a questo dimostra la superficialità di detta stampa che non controlla neppure chi vota una legge e cioè i partiti che lei stessa sostiene. E quindi ora come potrà pararsi il povero Maurizio Belpietro, direttore de La Verità che titolava: “Conte ha fatto una legge che ha salvato il suocero, ma nessuno fiata”. Ed invece caro Belpietro molti hanno “fiatato”, ma almeno legga i resoconti parlamentari così magari scopre che i suoi stessi idoli hanno appoggiato – come visto – il provvedimento, magari così evita un’altra figuraccia e con lei tutti quelli che hanno gridato allo scandalo, alla premeditazione, al complottismo più becero.