Tutti contro tutti al Cnel per mantenere le poltrone. Letta rimette al loro posto i vecchi consiglieri e boccia le nomine di Monti

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di Clemente Pistilli

Poltrone particolarmente ambite quelle del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Il Tar del Lazio non ha fatto quasi in tempo ad annullare le nomine dei rappresentanti delle imprese, disposte dopo i tagli al Cnel con il decreto Salva Italia, e fatto tornare al loro posto i consiglieri nominati nella precedente consiliatura, che subito la Presidenza del Consiglio dei ministri ha fatto appello e bloccato la “rivoluzione” avviata dai giudici amministrativi. Il motivo? Il presidente Enrico Letta appare preoccupato di non apportare cambiamenti a quanto aveva deciso il suo predecessore, Mario Monti, e per evitare che qualche consigliere tornasse a casa e altri tornassero invece a sedere nell’organo che esprime pareri e presenta iniziative di legge nel campo economico e sociale, il tutto nell’attesa di effettuare nuove nomine, ha paventato il rischio che si sarebbe creata una situazione dagli “effetti irreversibili e irreparabili”.

Il valzer delle poltrone
La sentenza del Tar era stata emessa dopo un ricorso presentato dall’Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, che aveva lamentato, dopo i “tagli” montiani, di essere rimasta fuori dall’organo consultivo presieduto dall’economista Antonio Marzano (vedi La Notizia del 19 settembre 2013). Sono stati costretti ad andare a casa, per la confederazione degli industriali, Costanzo Jannotti Pecci, Daniel Kraus, Antonio Maria Colombo, Delio Napoleone, Pasquale Carrano e Marcella Panucci, direttore generale della Confederazione, Marco Giuseppe Venturi per Confesercenti, Luigi Giannini per Federpesca, Giannalberto Luzi per Coldiretti, Antonio Patuelli, presidente della Cassa di risparmio di Ravenna, ex deputato e sottosegretario alla Difesa nel Governo Ciampi, per l’Abi, Cesare Fumagalli, componente del CdA di Unicredit, per Confartigianato, Giuseppe Perasso per Confitarma, Mario Guidi per Confagricoltura, Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di commercio di Roma, per Confservizi, Enrico Postacchini e Bernardino Abbascià per Confcommercio, e Nereo Marcucci per Cofetra.

L’appello di palazzo Chigi
Una sentenza che non è andata giù alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha fatto appello al Consiglio di Stato, chiedendo ai giudici di bloccare subito tutto. Richiesta accolta dal presidente della IV sezione di Palazzo Spada, Riccardo Virgilio, che ha “congelato” il provvedimento del Tar nell’attesa di esaminare la vicenda il 22 ottobre prossimo. Assicuratori di nuovo fuori dal Cnel.

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