Tutti in fuga dalla Boldrinova. L’addio di Giachetti e del capo ufficio stampa Masera. Farla passare per simpatica la sfida più difficile

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di Marco Castoro

Dagospia la chiama Boldrinova. Vittorio Sgarbi l’ha invitata a tornare sui banchi di scuola per non fare più la capra, quando l’ha sentita dire che dall’obelisco di Mussolini andrebbe cancellata la scritta Dux. Un oltraggio alla storia. Ma di gaffe Laura Boldrini ne vanta già una collezione di cui non può andarne fiera. In Sardegna disse che di Grazia Deledda ricordava i quadri. Scivoloni da studente ripentente. Eppure lei è in cattedra da tempo, da quando è la presidente della Camera dei deputati. La terza carica dello Stato. Occhio: guai a non dire “la” presidente, perché è proprio su quell’articolo femminile che la Boldrini verrà ricordata dai posteri. Ne ha fatta una battaglia personale. “La giudice, la ministra, la presidente servono per affermare che la vita ha più di un genere. Non c’è un’esclusiva maschile per certi lavori”: è stata la sua dichiarazione di guerra a coloro che usano l’articolo “il”.

COMUNICATIVA
La Boldrini quando parla davanti a un microfono, a una telecamera o dinanzi a un pubblico, sgrana gli occhioni come a sottolineare i concetti del suo discorso, alza il tono della voce, scandisce le parole e gesticola a braccia aperte. Si rende protagonista di monologhi che ricordano la prof che spiega la lezione alla classe.
Dalle sue frasi traspare una donna che recita. Che interpreta una fiction con le scene della quotidianità. Sarebbe perfetta per il ruolo della vigilessa intransigente che multa chiunque. Ne sanno qualcosa i deputati di Montecitorio. A cominciare da La Russa e Di Battista. Ma anche i suoi più stretti collaboratori si stanno defilando uno dopo l’altro. Il vice Giachetti l’ha mollata. Così come se n’è tornata alla Stampa il capo ufficio stampa di Montecitorio Anna Masera. La Boldrini si consola coi salotti televisivi. L’abbiamo già vista da Fazio, Floris, Gruber, Annunziata.

LE BATTAGLIE
Finora oltre all’articolo “la” si è prodigata in una serie di campagne decisive per il Paese. A cominciare dall’assalto alla satira “sessista” contro la Boschi da parte della brava imitatrice Virginia Raffaele. Poi in seguito alla bagarre di Montecitorio fu bersaglio degli insulti del popolo della rete sul blog di Beppe Grillo, i cui artefici sono stati da lei definiti degli istigatori alla violenza, potenziali stupratori perché il 90% delle contestazioni erano a sfondo “sessista”. Una parola che nel vocabolario della Boldrini è tra le più ricorrenti. Dopo l’articolo “la”, ovviamente. Un’altra pagina da ricordare è stata l’apprezzamento per la cancellazione dai palinsesti Rai di Miss Italia, perché a suo giudizio si tratta di un concorso che trasmette falsi ideali alle donne. Ma a proposito di trasmissioni tv, ricordate non fare lo sciocco guardati Cocco? Lo slogan del programma di Pingitore, datato 1988-89, con Gabriella Carlucci, andato in onda su Raidue. C’erano le Spogliatelle, ragazze scosciate che ballavano. Ma a Cocco c’era pure la Boldrini come assistente di Pingitore. Chissà quali ideali furono trasmessi alle ragazze di allora.

 

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