Tutti sull’Ape. Raggiunto l’accordo tra sindacati e Governo: l’anticipo della pensione anche a 63 anni. Saranno però i lavoratori ad accollarsi i costi

dalla Redazione
Economia

In pensione dall’età di 63 anni. Questo è il risultato dell’incontro di oggi tra i sindacati e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini. I lavoratori potranno, dunque, usufruire dell’Ape, l’anticiipo pensionistico, accollandosene però i costi.

Il sistema di anticipo pensionistico, che dovrebbe entrare in vigore dall’anno prossimo, permetterà dunque a tutti i lavoratori nati tra i 1951 e il 1953 di andare in pensione in anticipo di uno, due o tre anni. Chi richiede però l’Ape sottoscrive un prestito previdenziale ventennale, che avrà un costo variabile a seconda dell’ammontare della pensione e della durata dell’anticipo (si va dal 4-5% fino al 15%).

L’anticipo pensionistico, secondo quanto riferito al termine dell’incontro, sarà tuttavia completamente gratuito per i disoccupati e i lavoratori in condizioni disagiate, mentre oscillerà quindi tra i 50 e i 60 euro al mese per venti anni per chi percepisce una pensione di mille euro e lo chiederà per un anno, e salirà ulteriormente a 150-200 euro al mese se durerà invece tre anni.

La partita, però, è tutt’altro che chiusa. Il sistema – come detto dal segretario confederale Uil, Domenico Proietti – avrà una sperimentazione di due anni. Quanto alle pensioni in essere, i sindacati chiedono di estendere la quattordicesima a chi ha un reddito intorno ai mille euro: ” vedremo cosa dirà il governo”, ha concluso Proietti.