Tv e giornali senza ritegno. Negazionisti della realtà a reti unificate contro il M5S. Conte accolto ovunque da piazze gremite. Ma sui media di regime diventano vuote

Conte M5S Sicilia
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Fra le tante balle che giornaloni, Tv in mano ad imprenditori privati e Rai lottizzata dai vecchi partiti hanno urlato in questi anni contro il M5S c’era la sprezzante definizione di “antipolitica”. Era (ed è) una bugia, una delle tante bugie spacciate per dogma da un sistema mediatico asfittico, autoreferenziale, ripiegato su se stesso, declinante e indissolubilmente legato al vecchio sistema di potere che ha dominato in Italia negli ultimi trent’anni.

I cani da guardia non del potere ma dell’alternativa a quel potere (caso unico al mondo!) negli ultimi dieci anni hanno attaccato una forza politica libera non già criticandone i difetti, attività sacrosanta e utile a tutti, ma inventandosi un Movimento Cinque Stelle totalmente diverso da quel che è, e dipingendolo di volta in volta come un pericolo per la democrazia – benché fosse l’unica forza aperta a tutti e con una selezione democratica della classe dirigente – come setta, come orda di barbari capace solo di distruggere, e così via.

GUERRA PERENNE. Il paradosso è che per anni, pur dimostrando grandi limiti e commettendo errori, il M5S ha invece esaltato proprio la politica attiva, aprendola nuovamente alla partecipazione collettiva, ricreando gruppi locali, mobilitando le piazze, portando in parlamento la società civile e non soltanto i sacrestani delle segreterie di partito ed i lacchè di leader e leaderini. Dopo che milioni di italiani hanno dato fiducia ad una forza attaccata in modo frontale – fino a farne una caricatura – dalla quasi totalità dei media, dopo che il M5S è andato al governo della capitale e del paese, era auspicabile che questa guerra perenne finisse una volta per tutte, e che si potesse finalmente discutere di contenuti, raccontare le cose per come sono ed alzare il livello del dibattito in Tv, in rete e sulla carta stampata: ne avremmo tratto giovamento tutti.

Ma i vizi peggiori sono quelli più duri a morire, e l’incapacità di raccontare la realtà torna prepotente a fare capolino ovunque proprio in questi giorni, in occasione del tour di Giuseppe Conte attraverso l’Italia intera. Riempire le piazze, riavvicinare i cittadini alla politica attiva, è uno dei compiti più importanti e nobili che ogni partito ed ogni leader devono assolvere. La risposta del popolo italiano agli incontri con Conte è semplicemente strabiliante: piazze e strade sempre piene, l’entusiasmo alle stelle, il desiderio di interagire con il leader oggi più amato dagli italiani è altissimo e contagioso. Naturalmente chi non ama Conte e il M5S potrebbe criticarne i contenuti, le proposte, lo stile o qualunque altra cosa criticabile: sarebbe quello il ruolo della stampa libera. Stampa libera che può invece – e dunque non dovrebbe – negare in modo grottesco la realtà, perché quando un mezzo di informazione nega la realtà o la stravolge, viene meno al suo dovere.

Ebbene, basta sbirciare i social, le Tv o i più importanti (ma per quanto ancora lo saranno?) giornali italiani, per rendersi conto che come in un riflesso pavloviano che arriva a fare persino tenerezza, la strada della negazione della realtà è la scelta uniforme dell’esercito antigrillino in servizio permanente. Con sprezzo del ridicolo si racconta di piazze vuote, di flop, di indifferenza e scontento verso Conte. È imbarazzante che nell’epoca degli smartphone qualcuno possa sostenere una tale baggianata: le immagini sono lì, evidenti e inconfutabili testimoni di una folla che non si vedeva da anni nelle piazze italiane stanche di promesse: l’ultimo ad averle riempite così fu proprio Beppe Grillo con i suoi tour! Le dirette illustrano senza possibilità di falsificazione come queste piazze non solo siano gremite di cittadini, ma anche di entusiasmo, voglia di partecipare, fiducia nelle persona di Giuseppe Conte e nel futuro del M5S.

Ma con che faccia, viene da chiedersi, professionisti di grande esperienza possono rendersi ridicoli negando la realtà con tale freudiana ostinazione? Ma che futuro può avere un sistema dei media che come in un (tacito?) perenne accordo fra sodali, decide a tavolino che se anche c’è un sole splendente bisogna raccontare che piove, e che il cielo è plumbeo di nubi? Ma che senso ha tradire il proprio ruolo e i propri lettori, dunque minare la propria stessa sopravvivenza, pur di colpire un avversario politico? E perché poi la gran parte della stampa italiana deve avere un avversario politico?
Giuseppe Conte sta dando una grande speranza all’Italia migliore, quella che non si arrende e che vuole continuare a credere in un cambiamento reale, oggi più che mai necessario, nel rapporto fra cittadini e istituzioni.

Conte ha dunque una enorme duplice responsabilità: non solo governare il futuro del Movimento Cinque Stelle, ma anche tenere viva la speranza e la coscienza civica di milioni di italiani che credono in un Paese più giusto, e che come nel celebre apologo di Italo Calvino si comporteranno sempre in maniera onesta perché semplicemente sono fatti così. La stampa italiana, di contro, avrebbe una responsabilità altrettanto grande: quella di raccontare la realtà per com’è, di tenere alto il dibattito, di criticare tutto e tutti nel merito, e di non rivelarsi inaffidabile e menzognera di fronte a quei milioni di italiani che ancora vogliono tenersi informati leggendo giornali, guardando i talk show in televisione, sentendo cosa viene raccontato ed elaborando le proprie decisioni in base ai fatti.

Se invece si osa l’impudicizia di negare la realtà come farebbe l’ultimo dei pazzi complottisti, e dire o scrivere dunque che con Conte le piazze sono vuote e il suo tour è un flop, viene da chiedersi che differenza intercorre fra chi spara queste fesserie da autorevoli palcoscenici e chi inquina i social di fake news sul complotto satanista di Bill Gates che ci inocula il 5G sotto pelle. Viene da chiederselo davvero e da rispondersi che di differenza fra chi spara balle così grosse non ce n’è. E se c’è è a favore degli spacciatori di fake complottiste: almeno quelli lo fanno gratis.

L’autore è un eurodeputato del M5S