Ue, la battaglia di Renzi su nomine e flessibilità

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Nomine e flessibilità, si cerca un accordo nell’Ue. A Ypres si decide molto per il futuro dell’Europa e nelle ultime ore non sono mancate le tensioni.

“Cara Angela, noi rispettiamo e rispetteremo il Patto: non faremo come la Germania nel 2003”, quando Berlino chiese e ottenne uno sforamento del 3%. La disputa tra Matteo Renzi e Angela Merkel è esplosa in questi termini. Il premier vuole che l’Europa si dia una “mossa” per “le famiglie, la crescita e l’occupazione”. E vuole che la sua ricetta – fatta di rispetto delle regole ma di maggiore flessibilità – passi come linea guida del mandato della prossima presidenza Ue, per cui è pronto a dare il suo via libera a Juncker, ma a patto che il ‘cambio di verso’ dell’Europa diventi realtà. Renzi ieri ha tenuto il punto anche con la cancelliera.

Fonti europee hanno raccontato di una “accesa discussione” tra i due durante la cena dei leader. Il presidente del Consiglio si era detto soddisfatto del testo Van Rompuy ma, prima di arrivare a Ypres, aveva parlato di bozza da “limare”. E appena avuto davanti la cancelliera non ha esitato a spiegare come: l’Italia vuole non calcolare nel computo del deficit il cofinanziamento dei fondi Ue e le risorse per il pagamento dei debiti alla Pubblica amministrazione. Dopo cena, riferiscono le stesse fonti, le acque tuttavia si sarebbero calmate. E Renzi e la Merkel avrebbero avuto un téte a téte distensivo “in un clima di intesa” per spiegarsi meglio le rispettive ragioni.

Il lavoro comunque non è finito. E se oggi si entrerà nel merito anche delle nomine – su cui il premier non vuole scoprire tutte le sue carte -, il nodo flessibilità sarà ancora al centro. Dopo una notte che ha visto gli sherpa dei 28, a Bruxelles, al lavoro per cercare di trovare una ‘quadra’ che espliciti meglio i concetti.

La posizione italiana è quella di portare a casa la poltrona del ‘capo della diplomazia europea’, per la quale Renzi ha messo in pista Federica Mogherini (il che risponderebbe anche al suo ‘desiderata’ di una forte quota rosa). Ma la partita non è scontata. E Roma, second0 quanto riporta Ansa.it,  potrebbe calare altri assi nella trattativa diretta tra i 28. L’obiettivo rimane quello di ‘Mrs Pesc’, ribadisce chi gli è vicino. Ma quando la discussione entrerà nel vivo e si potrebbero creare nuovi spazi di mediazione, l’Italia potrebbe riproporre anche un altro obiettivo: l’Eurogruppo. Una casella che – qualcuno ricorda – era quella su cui Roma originariamente sembrava puntare (con l’ipotesi Padoan). Altri sostengono poi sia ancora aperta anche la partita per il Consiglio Europeo e rilanciano il nome di Enrico Letta che compare,