“L’Ue sanzioni subito la Russia”. Kiev chiede a Bruxelles di passare dalle parole ai fatti. Borrell: “Siamo pronti quando arriverà il momento”

Ucraina
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“Crediamo che ci siano buone e legittime ragioni per imporre ora alcune sanzioni per dimostrare che l’Unione europea non sta solo discutendo di sanzioni, ma che è pronta a passare dalle parole ai fatti”. È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, al suo arrivo al Consiglio Ue per gli Affari esteri dedicato alla crisi tra Russia e Ucraina.

Oggi il Consiglio Ue per gli Affari esteri sulla crisi tra Russia e Ucraina

Dalla riunione di oggi tra i ministri degli Esteri Ue “ci aspettiamo decisioni”, ha sottolineato ancora Kuleba. “Ci sono molte decisioni che l’Unione europea può prendere adesso – ha aggiunto il capo della diplomazia ucraina – per mandare messaggi chiari alla Russia che la sua escalation non sarà tollerata e che l’Ucraina non sarà lasciata sola”.

“E queste decisioni – ha aggiunto Kuleba – includono non solo messaggi politici, ma anche atti molto significativi come supportare il sviluppo della nostra difesa, la cybersicurezza dell’Ucraina e imporre alcune sanzioni. Questo è il messaggio che porterò oggi ai colleghi”.

Le sanzioni alla Russia in caso di attacco all’Ucraina sono “pronte” e “il lavoro è fatto”. Ha dichiarato l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell (nella foto), al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. “Siamo pronti quando arriverà il momento. E spero, e stiamo lavorando per questo, che quel momento non arrivi”, ha aggiunto, precisando che la strada della diplomazia è ancora aperta e che deve continuare ad essere praticata:

“I summit, a livello di ministri o di leader – ha aggiunto ancora Borrell parlando della crisi tra Russi e Ucraina -, in qualsiasi formato e qualunque modalità che consenta di parlarsi, di sedersi a un tavolo e di tentare di evitare una guerra, servono tantissimo. Sosterremo qualsiasi iniziativa possa aiutare a trovare il modo per uscire dalla crisi”

“Una parte importante del Consiglio di oggi sarà dedicata alla Bosnia-Erzegovina: la retorica nazionalista sta aumentando, è a rischio l’integrità della Paese e i ministri oggi dovranno prendere delle decisioni perché la situazione è critica”.