Ugl, i conti non tornano. Indagato il segretario

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di Alessandro Righi

Una nuova bufera scuote l’Ugl e più precisamente il segretario generale Giovanni Centrella. I conti non tornano nelle casse dell’Unione generale del lavoro e, secondo gli inquirenti, circa 500mila euro sarebbero scomparsi. E sarebbero stati trasferiti dalle casse del partito ai conti di Centrella. Contestazioni anche per la moglie del segretario generale: il pm, infatti, contesta alla signora Centrella, Patrizia Lepore, l’associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita aggravata. Nella mattinata di ieri la Guardia di finanza ha perquisito la sede nazionale dell’Ugl, in via Margutta a Roma, l’abitazione di Centrella e anche quella della coordinatrice Laura De Rosa. L’indagine era partita dopo una segnalazione dell’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia, che aveva avviato una serie di controlli alla luce di operazioni sospette segnalata giunte da alcune banche.

Il prelievo
Per far sparire il denaro dalle casse del sindacato Centrella avrebbe utilizzato bonifici, prelievo di contanti e ricariche di carte. Di qui il coinvolgimento della moglie perché parte dei soldi prelevati sarebbero finiti anche sui conti della Centrella. Operazioni vietate che, secondo le indagini, sarebbero iniziate a partire dal 2012. Ma la condotta illecita attribuita agli indagati inizierebbe dal 2010, quando Centrella divenne segretario generale dell’Ugl. Anno in cui si dimise Renata Polverini per candidarsi alle regionali del Lazio. C’è poi anche un altro capitolo al vaglio degli inquirenti ed è quello delle spese pazze o quantomeno definite “anomale”, non essendo proprio consone al funzionamento di un sindacato dei lavoratori. Che quindi dovrebbe occuparsi prima di tutto della loro tutela. Cosa che però in questo caso, stando almeno a quanto ipotizzato finora, sarebbe stato messo in second’ordine.

La lista della spesa
Orologi di un certo rilievo, abiti griffati, gioielli, oggetti di pelletteria e anche la spesa al supermercato con i soldi dell’Ugl. Sono solo ipotesi, per ora, quelle della Procura di Roma, ma di certo stanno creando un grosso imbarazzo nel sindacato dell’ex Cisnal. Conti e fatture sono ora all’esame degli inquirenti, che ipotizzano che il trasferimento delle risorse sia andato avanti dal 2010 fino a oggi.

Pronto a difendersi
Niente paura per il segretario generale dopo l’iscrizione nel registro degli indagati e le perquisizioni della Guardia di finanza ha cinguettato su Twitter: “Siamo a disposizione della magistratura ma è tutto assolutamente tracciabile, non abbiamo nulla da nascondere. Mi recherò immediatamente dai magistrati per dimostrare che tutto è perfettamente in regola. Non ho nessun tipo di preoccupazione”. E nel pomeriggio stesso Centrella si è recato dai magistrati spiegando: “Le spese contestate fanno riferimento a 37 carte prepagate che io da segretario generale ho provveduto a girare ad altrettanti segretari confederali per le loro spese di rappresentanza. Si tratta di una innovazione che io ho introdotto dal 2010, intestando a me stesso queste carte e l’ho fatto per ragioni di trasparenza e comodità”. Subito dopo Pasqua la Procura dovrebbe riconvocarlo e allora sarabbo ben altre le spiegazioni che i magistrati pretendereanno. Non resta che attendere gli sviluppi dell’inchiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Pesci sulla gestione dei fondi privati dell’Ugl. Perché se da una parte è vero che i sindacati, essendo un’associazione non riconosciuta non hanno obblighi di bilancio, dall’altra hanno il dovere di utilizzare al meglio i soldi dei contribuenti, ovvero degli iscritti. C’è poi il capitolo della segreteria generale allargata convocata nella tarda serata di ieri. Centrella, nella conferenza stampa convocata in tutta fretta nel pomeriggio di ieri, ha fatto sapere di non voler dimettersi per alcun motivo, fatta eccezione glielo chiedesse la segreteria. E, nella serata di ieri, la segreteria gli ha confermato la fiducia.